«Io un ladro? No solo un evasore»
L’intervista di Rossi alla “Nuova” nel 1991: «Ho la coscienza sporca, però...»
Pronto, Renato Rossi? «Si, sono io».
Ha visto gli elenchi di Formica sugli evasori?
«Altrochè se li ho visti!»
Ma è lei Renato Rossi evasore miliardario o si tratta di omonimia?
«Nessuna omonimia, non ho niente di che vantarmene, ma sono io».
Il titolo dell’intervista del 24 luglio 1991 era: «Io un ladro? No solo un evasore da 170 miliardi». E non era un titolo sparato della Nuova Ferrara, era la verità di Renato Rossi, oggi reo confesso dell’omicidio nel padovano, che con una sfrontatezza senza precedenti spiegava alla città come si diventa uno dei Grandi evasore fiscale d’Italia. Parlava anche dell’inchiesta sull’omicidio Forlani, Rossi: «Ah, sapessi qualcosa...».
Era accusato di aver dichiarato nell’82 cinque milioni di lire quando invece accertati erano tre miliardi, una parte infinitesimale, circa lo 0,2% di quanto doveva pagare. E non negava affatto tutti i suoi trucchi: «Negare sarebbe un’offesa al lavoro svolto dalla Guardia di Finanza, inutile negare di fronte a loro.
La parlantina e la lingua sciolta l’ha sempre avuta, dice chi l’ha conosciuto e a chi gli eccepiva che se avessero fatto come lui, l’Italia sarebbe andata a picco rispondeva: «Ho la coscienza sporca, certo. Ho portato a casa 100 lire e invece di tenerne 10 e restituirne 90 ho fatto il contrario. Ma per la società ho creato un mancato guadagno, non una perdita, non ho rubato, ecco!».
E ancora senza freni, con il cronista che non lo aveva mai contattato prima, confessava: «Io non voglio dare giustificazioni. Ho preso soldi su quello che ho prodotto, ho dato poco, dovevo dare di più, ma non mi sento un parassita».
E intanto,avrebbe dovuto pagare, multe e sanzioni. Ma così rispondeva: «Da un po’ di tempo non faccio più la somma dei miei debiti verso lo Stato perchè penso di essere arrivato a 170 miliardi tra multe, mora. E poi pagare non conviene. O si pagano tutte le tasse fino all’ultimo perchè sennò non c’è estinzione della pena oppure è meglio non pagare niente. Una barzelletta? Sì, mi dispiace dirlo, ma è una barzelletta, perchè purtroppo la contravvenzione piccola invece va pagata».
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