Pesca abusiva, soluzioni per poterla combattere
Il presidente della Provincia Tagliani e il sindaco di Ostellato Marchi hanno avanzato una proposta alla Regione per contrastare il fenomeno
OSTELLATO. La Provincia ha presentato alla Regione una proposta per la gestione ottimale della pesca sportiva nelle le acque interne del territorio, per contribuire alla salvaguardia di un settore che vede molti appassionati, coniuga attività agonistica con rispetto dell'ambiente e della natura e, non ultimo, rappresenta una voce importante dell'economia locale.
La proposta è stata avanzata congiuntamente da Tiziano Tagliani, presidente della Provincia e da Andrea Marchi sindaco di Ostellato e si inserisce «quale ulteriore strumento per contrastare il fenomeno del bracconaggio che sta imperversando nei corsi d'acqua interni e nel Po, interessando specialmente le regioni Emilia Romagna, Veneto e Lombardia, ad opera di malfattori che impoveriscono il patrimonio ittico con mezzi e modalità ampiamente fuori dalla legge». Il fulcro della proposta avanzata consiste nella possibilità da parte della Regione di istituire aree di pesca regolamentata, affidate ai Comuni su richiesta e concesse alle varie associazioni di pesca sportiva, in modo da garantire maggiore vigilanza, cura ed attenzione per i corsi d'acqua interni regolamentati. Lo scopo è di avviare azioni di coinvolgimento e alleanza fra pescatori sportivi e quelli di professione per le acque interne, in modo tale da contrastare in modo efficace e unito i bracconieri e predatori del patrimonio ittico. La proposta prospetta la necessità di implementare le guardie ecologiche volontarie e organizzarle in coordinamento con il corpo di polizia provinciale, al fine di creare una rete di vigilanza professionalmente preparata e garantita, in caso di necessità, dalle competenti forze dell'ordine.
«Nell'ambito della bozza, è fondamentale la collaborazione con il Consorzio di Bonifica, per coordinare gli interventi sui corsi d'acqua e garantire quindi il recupero del pesce a fini di reimmissione, evitando di disperdere in modo sconsiderato la risorsa ittica. Un passaggio è stato fatto - spiegano Tagliani e Marchi - anche in ordine alla necessità di prevedere, da parte della Regione, un piano di contenimento dei cormorani che, specie nelle zone umide del Basso Ferrarese, stanno creando non pochi problemi di sostenibilità, essendo voraci e quindi suscettibili d'impoverire la fauna ittica. Le misure proposte saranno a breve condivise con i sindaci della Provincia e con le associazioni della pesca».
Sulla vicenda intervengono anche Paolo Calvano e Marcella Zappaterra, consiglieri regionali del Pd. «Il confronto che ci ha visti impegnati con il presidente della Provincia di Ferrara Tiziano Tagliani e il sindaco di Ostellato Andrea Marchi, ha portato ad una proficua e condivisa proposta per l’introduzione in Emilia-Romagna di nuove leve per contrastare l’odioso e pericoloso fenomeno della pesca di frodo nei nostri corsi d’acqua interni. Enti locali e associazioni, insieme, possono contribuire a dare una svolta alla lotta a questo fenomeno che ha risvolti negativi sull’ambiente e sull’economia e va contrastato agendo su più livelli. Reputiamo infatti che controlli più capillari e sanzioni più dure siano necessari per contrastare il bracconaggio ittico. Per intensificare e rendere più efficace i controlli, come consiglieri regionali puntiamo ad utilizzare al meglio la disciplina prevista dall’art. 20 della legge regionale 11/2012 ( inserendo nel regolamento regionale la proposta avanzata dalla Provincia alla Regione, di istituire aree di pesca regolamentata affidate ai Comuni su richiesta e concesse alle associazioni di pesca sportiva e di favorire il coinvolgimento e l’alleanza fra pescatori sportivi e professionisti per contrastare i predoni nelle acque interne. Dopo aver agito sul versante delle sanzioni amministrative, inasprendole attraverso la nuova disciplina prevista dall’art. 37 legge regionale 9/2015 crediamo opportuno sollecitare il legislatore nazionale per prevedere sanzioni penali per i pescatori di frodo. Valuteremo l’opportunità di presentare, come è nostra facoltà, un progetto di legge regionale da inviare alle Camere che vada in questa direzione».
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