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il sorprendente accordo con l’argentina

Tango bond, sorridono in pochi

Degli 8mila ferraresi coinvolti solo qualche centinaio avrà il 150%

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Hanno tenuto duro per quindici anni e oggi possono fare festa, perché riceveranno il 150% di quanto investito. Non si sa quanto il caso dei bondisti dell’Argentina possa essere un precedente per i risparmiatori ‘azzerati’ Carife, ma certo i risultati della loro perseveranza sono eclatanti. Nel giro di una decina di giorni, ha detto Nicola Stock, presidente della task force Argentina, le banche dovrebbero contattarli per chiedere il loro assenso all’accordo raggiunto dal governo sudamericano e dall’Icsid, l’istituto internazionale che ha curato l’arbitrato, che prevede appunto la restituzione dell’intero patrimonio investito nelle obbligazioni azzerate nel 2001, aumentato del 50% e in contanti. L’accordo è sottoposto anche al sì del Parlamento argentino ma non sono previsti problemi perché i soldi ci sono. In questi anni, però, molti tra gli 8.000 ferraresi che avevano investito i loro soldi nei tango bond si sono persi per strada. Circa l’80% di loro, infatti, ha aderito alle due offerte di scambio del 2005 e del 2010, ed è uscito dalla vicenda con altre obbligazioni e la sicurezza di averci perso. Tra i rimanenti, 800 hanno fatto causa agli istituti di credito, con centinaia di sentenze favorevoli, e non fanno parte della platea Icsid «perché per aderire - ricorda Federconsumatori - era necessario consegnare all’istituto la titolarità delle obbligazioni». C’è chi ha poi venduto sul mercato i bond, accettando d’incamerare solo una quota del loro valore nominale. Resta qualche centinaio di ferraresi ai quali, in questi giorni di grande incertezza per tutti i risparmiatori, sembrerà di aver vinto la casinò.

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