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Al Sant’Anna di Ferrara il parcheggio è selvaggio

Al Sant’Anna di Ferrara  il parcheggio è selvaggio

Decine di auto in sosta irregolare e arrivano le multe. Ritardi per i collaudi nell’area dei posteggi Unife ma servirà il badge

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FERRARA. Le auto parcheggiate ai lati della strada - quella che gira attorno all’ospedale di Cona - ma anche ai bordi dei vialetti che dovrebbero garantire un agevole scorrimento dei veicoli all’interno delle aree di sosta. E poi sull’erba del prato, negli stalli riservati agli scooter e alle motociclette, persino in quelli messi a disposizione dei disabili senza avere alcun diritto - per mancanza dei requisiti - di lasciare la vettura in quella posizione. Nel linguaggio popolare si chiama sosta selvaggia e a ogni sopralluogo degli agenti della polizia municipale fa scattare la temuta sanzione per divieto di sosta.

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Come è avvenuto martedì scorso, quando i foglietti bianchi sono comparsi sui parabrezza di numerose automobili lasciate dai conducenti fuori dagli stalli tracciati per l’utenza dell’ospedale. Negli ultimi due anni la direzione dell’azienda ospedaliera ha più volte invitato gli automobilisti a parcheggiare solo nei posti liberi, che però possono trovarsi a qualche centinaio di metri dall’ambulatorio o dal reparto del Sant’Anna che si deve raggiungere. Un problema soprattutto per le persone con difficoltà di movimento. Ma anche per quelle più “pigre”.

È evidente comunque che in alcuni punti esterni all’ospedale la ricettività dei parcheggi dovrebbe essere potenziata. E molti sono stati i cittadini che hanno iniziato a chiedersi perché il parcheggio di Unife, munito di sistema fotovoltaico, dopo essere stato inaugurato alla fine del 2015 non sia ancora stato aperto.

Si tratta di circa 350 posti auto (compresi gli stalli per veicoli elettrici e le quote riservate alle categorie protette) che consentirebbero di ridurre la pressione sui due parcheggi più intasati dell’ospedale, il n. 1 (ingresso principale) e il n. 2 (ambulatori).

La sbarra all’entrata indica che l’accesso sarà consentito solo ad alcune fasce di utenza: docenti, personale universitario, studenti. Tutti per l’accesso dovranno procurarsi un badge, in pratica dovranno essere autorizzati. «È vero - conferma Giuseppe Galvan, responsabile tecnico di Unife - il parcheggio dovrebbe essere aperto da mesi, ma per consentire alla ditta appaltatrice di completare e trasmettere tutta la documentazione inerente i collaudi, senza i quali la struttura è inutilizzabile, abbiamo concesso due mesi di proroga. Che però sono già trascorsi e a questo punto ci siamo mossi per fare in modo che la procedura possa essere completata a breve. Abbiamo sollecitato l’impresa, contiamo che l’effetto sarà la consegna definitiva della struttura entro alcuni giorni».

Ciò che funziona già è invece l’impianto di copertura a pannelli fotovoltaici «che è stato allacciato alla rete e ha iniziato a produrre energia da circa un mese», annuncia Galvan.

Al momento l’energia immessa è piuttosto lontana dal punto di picco che sarà toccato con l’arrivo della bella stagione, tra marzo-aprile e ottobre. A regime l’impianto produrrà circa il 10% del fabbisogno dell’università, ma per Unife il vantaggio sarà indiretto. L’importo corrispondente alla quantità di energia elettrica ceduta al gestore viene infatti riportato in un conto dedicato, non viene compensato cioè nelle bollette. L’autoconsumo si attiverà solamente quando sarà realizzato (e sarà aperto) il modulo Unife di 6mila mq con aule, studi e servizi, ora in dirittura di arrivo per la fase di progettazione.(gi.ca.)

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