Il caos sosta "in mezza campagna"
Il paradosso dei parcheggi selvaggi all’ospedale di Cona
“C’è da spostare una macchina!” Il tormentone degli anni Ottanta del comico Francesco Salvi torna prepotentemente d’attualità per chi deve recarsi in auto all’ospedale di Cona. Nonostante la sconfinata campagna che circonda il Sant’Anna - un vero latifondo - è sempre più difficile trovare un posto nei pressi della struttura ospedaliera, manco fossimo in piazza Cortevecchia, al Boldini o in piazza Sacrati.
Si rischia di girare a vuoto, con tanto di ingorghi nelle vie di accesso; alla fine qualcuno, spazientito, parcheggia dove non dovrebbe e viene giustamente sanzionato dai vigili urbani. La situazione che si sta creando è diventata impellente, ma si tratta di un esito prevedibile che doveva da tempo essere messo in preventivo.
Una volta, quando l’ospedale era in corso Giovecca, la maggioranza dell’utenza raggiungeva il Sant’Anna alla ferrarese, cioè in bicicletta, dimezzando quindi il problema della sosta.
Visti gli attuali collegamenti pubblici (ma quanto si dovrà aspettare ancora la tanto strombazzata, rapidissima, metropolitana di superficie?) in questi quattro anni raggiungere l’ospedale “in mezza campagna” è stato un privilegio condiviso in buona parte dagli automobilisti: da qui il caos e i problemi per trovare un posto negli stalli. E sarà sempre peggio se non si interverrà rapidamente.
Ai disagi di doversi spostare dalla città, si aggiungono da anni quelli legati al parcheggio. Non è più accettabile.
Gian Pietro Zerbini
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