Tariffa salatissima: 190 euro l’anno
Ferrara al top in Emilia Romagna dopo Rimini. Forbice molto larga
Ferrara si ritrova nella parte alta delle classifiche economiche, ormai, solo quando si parla di tasse e tariffe. Nelle top-30, in particolare, il comune capoluogo si ritrova per l’incidenza della Tares, la tassa rifiuti urbani, stando almeno a Confedilizia nazionale. La classifica basata sull’elaborazione dei dati del Dipartimento delle finanze e di Confcommercio, infatti, ci vede al 29esimo posto in Italia per spesa pro capite, con 190 euro da tirare fuori ogni anno, lo stesso importo di La Spezia. Tutte le altre città capoluogo dell’Emilia Romagna sono meno esose, con l’eccezione di Rimini che fa pagare in media ai suoi abitanti 215 euro (le città costiere hanno, come noto, un’incidenza turistica elevata). I parmensi versano 168 euro l’anno, tra Bologna, Piacenza, Ravenna e Reggio si va da 162 a 155 euro, i modenesi si fermano a 147, i forlivesi a 129 e i cesenati a 115. Si parla di ambiti molto simili a quello di Ferrara, con presenza d’inceneritori e percentuali di raccolta differenziata e materiali avviati a recupero non così distanti dai nostri: forse Atersir potrà spiegare queste differenze (bisogna vedere che tipo di servizi vengono inseriti dentro quella bolletta). In cima alla classifica delle città più costose c’è Brindisi con 308 euro l’anno, seguita da Venezia e Salerno, rispettivamente con 289 e 255 euro pro capite all’anno. All’ultimo posto ci sta Fermo i cui abitanti pagano appena 86 euro per lo smaltimento dei rifiuti.
Come si può vedere la forbice della tariffazione è davvero ampia, Ferrara ad ogni buon conto sta ampiamente al di sopra della media nazionale, oltre che di quella regionale.
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