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CINEMA

Un western tra la neve per il ritorno di Tarantino

di GIAN PIETRO ZERBINI
Un western tra la neve per il ritorno di Tarantino

In "The Hateful Eight" la pesantezza compensata dalla sublime musica di Morricone

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The Hateful Eight

Un film di Quentin Tarantino. Con Samuel L. Jackson, Kurt Russell, Jennifer Jason Leigh, Walton Goggins, Demiàn Bichir. Western, durata 167 minuti - Usa, 2015.
 

Quasi tre ore di film per l’ultima “tarantinata” che regala come al solito tanto sangue, violenza più o meno gratuita ed una storia western vecchio stampo, tra sceriffi, fuorilegge da impiccare al palo più alto, incalliti cacciatori di taglie, nordisti e sudisti ancora ai ferri corti poco dopo la guerra di secessione americana.

Quasi tre ore che a volte sembrano un’eternità perché soprattutto in questo “The Hateful Eight” la verbosità dei dialoghi a volte ammazza più delle pistole, del machete e del caffè avvelenato. Una storia complessa, tra le nevi del Wyoming, così abbondanti che in compenso DiCaprio in “Revenant-Redivivo” sembra quasi in un clima temperato.

Dopo “Django Unchained” il grande Quentin ritorna ancora con una sporca storia pionieristica, velato omaggio come al solito al cinema italiano degli spaghetti western. A contribuire a rendere ancora più familiare questa saga contribuisce la sontuosa colonna sonora di Ennio Morricone, già pluripremiata e in corsa anche per l’Oscar. Le melodie del maestro stemperano un po’ quella pesantezza di fondo della quale è costellato quasi tutto il film, con una sceneggiatura firmata dallo stesso Tarantino che sembra evocare certi thriller di Agatha Christie ad eliminazione, come “Dieci piccoli indiani”.

Qui i protagonisti, come dice anche il titolo rimasto in lingua originale sono i “detestabili otto”, tipetti alquanto odiosi e poco raccomandabili interpretati molto bene da alcuni dei più bravi attori di Hollywood da un superbo Samuel L. Jackson e un altrettanto monumentale Kurt Russell fino a Tim Roth e Jennifer Jason Leigh.

Tra i protagonisti impellicciati dal freddo si accende la giusta alchimia, merito indiscusso del regista che sa scegliere sempre al meglio i suoi interpreti, anche se personalmente avremmo visto bene nel cast anche Harvey Keitel e Uma Thurman, due autentiche icone del cinema pulp tarantiniano.

 

Gian Pietro Zerbini

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