La Nuova Ferrara

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È andato a ruba il bando sulla sicurezza

di Marcello Pradarelli
È andato a ruba il bando sulla sicurezza

Esaurito fondo di 170mila euro stanziato da Camera commercio e 5 Comuni Allarmi e videosorveglianza, a Ferrara tante domande dalla periferia

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Va tutto a ruba. Anche i bandi per difendersi dai ladri e dai rapinatori. Quello lanciato nell’autunno 2015 dalla Camera di Commercio (100 mila euro) con i contributi aggiuntivi dei Comune di Ferrara (20 mila), Codigoro (20 mila), Unione Valli e Delizie (30 mila messi da Argenta, Ostellato Portomaggiore) ha avuto uno straordinario successo. È servito per concorrere alle spese di imprese e negozi che hanno installato di sistemi di video-allarme collegati con polizia o carabinieri, sistemi di video-allarme collegati con istituti di vigilanza, sistemi di video-sorveglianza e antintrusione, o che si sono dotati di casseforti, sistemi antitaccheggio, serrande e vetrine antisfondamento, dispositivi aggiuntivi di illuminazione, rilevatori di banconote false...Il contributo variava da 1000 a 3000 euro: i 170 mila euro a disposizione sono stati interamente utilizzati. La Camera di commercio di Ferrara è abituata alle buone performance dei suoi bandi, ma un successo totale come quello del bando “a sostegno degli investimenti in tecnologia per la sicurezza” è raro incontrarlo. C’è da congratularsi per e da preoccuparsi al tempo stesso.

Di domande in via Borgoleoni ne sono pervenute 222, quelle ammesse al contributo sono state 141. Il finanziamento è stato effettivamente concesso a 126 imprese; altre 13 imprese avevano i requisiti ma i soldi erano finiti; 2 imprese hanno rifiutato il contributo.

Le 63 domande provenienti da imprese e negozi situati nel Comune di Ferrara sono state tutte accolte. Dall’analisi sulla provenienza emerge un dato importante: solo il 25% delle domande arriva dal centro storico; il 75% invece proviene da attività localizzare fuori dalle mura. In particolare i 40% dalla prima periferia e il 35% dalle frazioni. È il sintomo che più si è isolati più si avverte il rischio di essere vittime della criminalità.

Il concetto che ha guidato l’iniziativa è che «da soli non si vince la battaglia per la sicurezza, per cui occorre che ognuno faccia la sua parte»: forze dell’ordine, enti locali, ma anche cittadini e imprenditori con le loro associazioni. Per Paolo Govoni, presidente della Camera di commercio, «l’alta partecipazione al bando è un’altra dimostrazione del rapporto positivo tra la Camera di commercio e il sistema delle imprese». Govoni sottolinea come l’impresa abbia un rilievo non solo economico, ma anche sociale. Cita uno studio dell’Università di Bologna dal quale emerge che dove c’è microimpresa la sicurezza è maggiore. Lo conferma Bankitalia: una riduzione del 10% dell’attività economica in un territorio produce un aumento del 6% dei furti e del 10% delle estorsioni.

«Un angolo di città che rimane buio per la chiusura di un’attività imprenditoriale è un problema in più per la sicurezza di tutti» esemplifica Govoni. Il sindaco e presidente della Provincia Tiziano Tagliani parte da qui: «Le imprese oggi non hanno bisogno solo di servizi di tipo amministrativo efficienti e a basso costo, hanno bisogno anche di proteggersi con adeguati sistemi di sicurezza questo comporta uno sforzo finanziario che va sostenuto. La Camera di commercio con questo bando ha dimostrato la sua straordinaria capacità di leggere correttamente le esigenze delle imprese».

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