«La casa era un rudere, non architettura razionalista»
TRESIGALLO. In una conferenza stampa in Comune, il sindaco di Tresigallo Dario Barbieri ha voluto mettere la parola fine al discorso sulla casetta abbattuta, e ricordare al contempo tutto quanto sta...
TRESIGALLO. In una conferenza stampa in Comune, il sindaco di Tresigallo Dario Barbieri ha voluto mettere la parola fine al discorso sulla casetta abbattuta, e ricordare al contempo tutto quanto sta facendo l’amministrazione comunale sul piano degli interventi: «Sulla demolizione voglio mettere la parola fine. La casa era stata ristrutturata in modo pressoché completo negli anni ’70-’80. Alla demolizione abbiamo trovato polistirolo come isolante, travi Varese (cioé in cemento pressato) e mattonelle industriali. La parte che poteva essere definita di epoca razionalista era limitata a un’ottantina di centimetri di muro in altezza, e questa parte di muro, dato che l’edificio era stato adibito a deposito di carburanti dal Consorzio, era impregnata completamente di gasolio e avrebbe dovuto essere eliminata. In più c’era stato un crollo, l’edificio era da considerare pericolante. Avremmo in ogni caso dovuto alzare la rete protettiva e bloccare l’accesso».
Avete ristrutturato molti edifici, come mai questo no? «Perché gli altri erano completamente d’epoca, c'era modo di impiegarli e la ristrutturazione aveva costi accettabili. Tempo fa avevamo ragionato sulla proposta di un festival dell’architettura, poi se ne è fatto nulla, ma la base era un concorso per uno studio sulla ristrutturazione dell’edificio, trovando fondi, ecc... sarebbero serviti 250.000 euro. Da una parte posso capire i ricordi, la memoria, la nostalgia. Ma un rudere rifatto e praticamente inutilizzabile, che avremmo dovuto chiudere e bloccare, non rientra nell’architettura razionalista che stiamo cercando di valorizzare. Puntiamo a invece a comprare il Bar Roma, e stiamo trattando per acquisire il Mulino. (ale.bas.)
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