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Tutti chiedono il bis

Nuovo bando, ma con quali soldi?

Nuovo bando, ma con quali soldi?

La legge di riordino dimezza le risorse delle Camere di commercio

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«Ci vorrebbe un altro bando». «Auspichiamo che l’iniziativa sia rinnovata», Lo dicono tutti in tutte le salse, imprenditori, dirigenti di associazioni e amministratori pubblici. E qualcosa deve essere già nell’aria se l’assessore al commercio Roberto Serra avverte che «che stiamo ragionando per poter rinnovare questo bando in forma diversa».

Al presidente della Camera di commercio Paolo Govoni piacerebbe moltissimo stare al gioco e raddoppiare la posta. Ma non sa se potrà permetterselo. Pende sulla Camera di commercio il riordino istituzionale con tanto di accorpamenti e tagli alle entrate. Nel 2017 se le cose non cambieranno la Camera di commercio di Ferrara avrà la metà dei soldi di disposizione, in quanto le imprese a loro volta dimezzeranno il loro versamento.

«I decreti non sono ancora scritti nè approvati mi auguro che interverranno dei cambiamenti» dice Govoni, che per perorare la causa delle Camere di commercio l’altro ieri era a Roma per raccogliere informazioni e per fare pressioni sulla politica. L’interesse è generale e anche particolare: la Camera di Ferrara è un gioiellino di efficienza tanto che - come ricorda il segretario generale Mauro Giannattasio - veniamo chiamati per spiegare come lavoriamo, come ci rapportiamo con gli enti territoriali, con le associazioni: «Non è vero che Ferrara è sempre ultima, a volte siamo noi gli apripista».

La preoccupazione di perdere col riordino una macchina che funziona e che mostra di essere in sintonia con le imprese è condivisa anche dai non direttamente interessati: «Essere costretti a fondersi con qualcun altro costituisce una preoccupazione - osserva Cavalcoli di Confagricoltura - oggi la Camera di commercio di Ferrara funziona, il timore è che domani possa funzionare peggio. Noi potremmo rimetterci e altri avere dei vantaggi».

Govoni avrebbe di che sacramentare, ma si contiene: «Io sono un riformista e come tale sono a favore delle riforme, a patto che creino valore e non disvalore.». In attesa che il governo e il parlamento decidano le modalità e le virgole del riordino il presidente assicura che «noi continueremo a lavorare per essere utili alle imprese, questa è la nostra ragione di esistere. Mi piace ripetere che questa è “la casa delle imprese”». Integra il ragionamento con un dato: «Negli ultimi anni sono state oltre quattromila le aziende che hanno beneficiato di finanziamenti e contributi della Camera di commercio, e di queste solo quattro hanno chiuso».

La Camera di commercio non ha ancora deciso con chi fondersi, sebbene la bilancia sembri pendere più verso Ravenna che verso Modena.

E nessuna decisione verrà presa - fa sapere Govoni a margine della conferenza stampa - fino a che non sarà chiaro come funzionerà il riordino». (m.p.)

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