«Carife, azioni cautelari sui patrimoni degli ex»
Il presidente Nicastro e i possibili sequestri: verifichiamo con i magistrati Rimborsi per i bond, ferraresi in bilico. Sindacati, martedì round decisivo
FERRARA. «Stiamo verificando con i magistrati l’opportunità di azioni cautelari a tutela e conservazione dei patrimoni di alcuni» tra gli ex amministratori di Carife e Banca Marche; «altri ci stanno inoltrando prime proposte di transazione». Le parole affidate a Repubblica da Roberto Nicastro, presidente delle quattro nuove banche uscite dal processo di risoluzione, sono la conferma delle voci che da mesi agitano il mondo ex Carife. È probabilmente questa delicata operazione di sequestro di beni uno degli argomenti principali discussi nel vertice tra le quattro Procure interessate, che si è svolto l’ultima settimana di gennaio a Bologna. Poiché queste cose prima si fanno (o si preparano per bene) e poi si annunciano, è logico pensare che ci possano essere sviluppi a breve anche a Ferrara, visto che Nicastro ha circoscritto a Carife e Marche l’ambito nel quale «la ricognizione è in fase avanzata».
Già nota l’azione di responsabilità avviata in corso Giovecca dagli ex commissari, con richiesta di 100 milioni di euro ad una trentina di ex amministratori, e Nicastro ci aggiunge ora quella avviata nelle Marche: dalla somma totale richiesta, 480 milioni, si evince chiaramente la differenza tra i due istituti quanto a danni imputati al sistema di governance.
Il presidente di Nuova Carife torna anche sul tema dell’arbitrato, per il quale la prossima settimana dovrebbe essere decisiva per la definizione dei criteri. Abbondanti le indiscrezioni uscite in questi giorni, dal tetto massimo rimborsabile di 100mila euro al limite percentuale compreso tra il 30 e il 50% del totale investito dal risparmiatore in obbligazioni subordinate (salvo Isee molto basso); dall’idea di suddividere il risarcimento in due rate, una subito e l’altra dopo qualche mese, alle caratteristiche dell’investimento (patrimonio investito nella banca, percentuale in bond junior e violazioni dell’obbligo d’informazione) utilizzate per definire non il se rimborsare, ma il quanto. Nicastro ci ha aggiunto un passaggio che sembra tagliato apposta per i risparmiatori Carife: «Sarà fondamentale l’esame caso per caso, perché ci sono situazioni in cui i bond furono venduti prima del 2007, quando la percezione del rischio era molto inferiore».
Per Carife “ballano” 24 milioni di rate totalmente azzerate di due bond emessi ad agosto e dicembre 2016, mentre altri 27 milioni sono riferiti al terzo bond, quello ingoiato dalla liquidazione Carife, che è stato emesso nel 2007. Ad occhio Nicastro non sembra annunciare una buona notizia per i ferraresi.
Sul fronte sindacale c’è da segnalare che l’azienda ha risposto alle pressanti richieste dei rappresentanti dei lavoratori, fissando un incontro per martedì. I sindacati chiedono tra l’altro il dimezzamento delle giornate di solidarietà. (s.c.)
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