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Dai parcheggi di Cona 300mila euro

di Stefano Ciervo
Dai parcheggi di Cona 300mila euro

L’ospedale deve garantire ogni anno questa cifra a Progeste. Maxi-investimento o parcometri con ausiliari della sosta

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FERRARA. Dai parcheggi del nuovo Sant’Anna, a Cona, bisogna ricavare 300mila euro l’anno. È quanto sta scritto nei patti contrattuali tra Azienda ospedaliera e Pro.geste, il consorzio d’imprese che ha costruito il polo di Cona in project finance e ne gestisce importanti servizi. La decisione dell’attuale direttore Tiziano Carradori, di attivare la sosta a pagamento nei parcheggi riservati al pubblico, quindi, è da una parte la diretta conseguenza di quella clausola contrattuale, e dall’altra deve tener conto di una serie di particolari tecnici di enorme peso specifico.

Risulta, in effetti, che tre anni fa il predecessore di Carradori, Gabriele Rinaldi, chiese e ottenne da Ferrara Tua un progetto per la gestione a pagamento degli oltre 2mila stalli, anche se poi i contatti con l’azienda pubblica non andarono a buon fine. Il progetto prevedeva infatti un forte investimento da parte del potenziale gestore, circa 400mila euro, che quindi non ritenne sostenibile la richiesta di un canone di 300mila euro. L’esigenze di una struttura come il nuovo Sant’Anna sono molto complesse: un primo problema di accessibilità è relativo agli utenti del Pronto soccorso, che da una parte non possono essere chiamati a pagare per un’urgenza, e dall’altra vanno ben distinti dai “furbetti” (serve quindi un servizio di sorveglianza).

Anche il parcheggio dializzati va mantenuto gratuito, mentre gran parte di quello sotterraneo è ad appannaggio di utenze speciali dell’ospedale (medici, dirigenti ecc.). C’è poi da gestire il rapporto tra personale e utenza: si è infatti visto che in occasione dei cambi turni, in particolare alle 6, le prime file dei parcheggi riservati ai visitatori vengono regolarmente riempite, visto che parte del personale lascia l’auto lì invece che negli stalli riservati.

Servirebbero interventi anche per migliorare l’accessibilità e la fruizione dei parcheggi utenti. Il sistema delle sbarre è in gran parte da rifare, servono le tabelle d’indirizzamento (“posti liberi”, “completo”) e casse per i pagamenti, che s’ipotizzava d’installare negli atri (costano 30mila euro l’una).

A fronte di questi investimenti c’era l’indicazione di mantenere le tariffe al livello di quelle di San Rocco, per l’accesso al vecchio Sant’Anna: 60 centesimi l’ora con un tetto massimo di 2 euro per l’intera giornata.

Bisogna ora vedere cosa Carradori e Prog.este intendano salvare del vecchio progetto. Un’alternativa “leggera” e sicuramente più rapida è rappresentata dall’installazione di qualche parcometro (5mila euro l’uno il costo sul mercato) e attivare una sorveglianza con ausiliari della sosta. In questa maniera si eviterebbero anche gran parte dei costi aggiuntivi, tenendo anche conto che Carradori ha già detto di avere a disposizione un fondo da 300mila euro per migliorare l’accesso e l’orientamento dei visitatori all’ospedale.

Stefano Ciervo

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