La Nuova Ferrara

Ferrara

argenta

I ricordi di chi ha combattuto presto diventeranno un libro

I ricordi di chi ha combattuto presto diventeranno un libro

ARGENTA. "Un pomeriggio sento cantare un nostro nonno 'Bella ciao' e insieme intoniamo la canzone… perché, da sempre, sono convinta che la musica e il canto siano potenti veicoli di emozioni». È...

2 MINUTI DI LETTURA





ARGENTA. "Un pomeriggio sento cantare un nostro nonno 'Bella ciao' e insieme intoniamo la canzone… perché, da sempre, sono convinta che la musica e il canto siano potenti veicoli di emozioni».

È così che nasce l'idea di mettere nero su bianco "La nostra seconda guerra mondiale", un progetto realizzato da Daniela Negrini, animatrice della Casa protetta don Minzoni di Argenta. Avendo a disposizione diverso materiale umano - persone di una certa età che hanno vissuto il secondo conflitto mondiale -, l'idea di raccogliere il vissuto come testimonianza diretta, ha ottenuto il benestare dei responsabili e dei dirigenti della struttura per anziani di via Gramsci. Grazie anche alla presenza di Khansa Zeroual tirocinante dei servizi socio-sanitari, Daniela Negrini inizia la raccolta delle testimonianze proprio dal quel nonno che qualche istante prima aveva intonato "Bella Ciao". Un racconto incentrato sulla propria esperienza diretta: prima come militare poi come partigiano durante la Seconda Guerra Mondiale. Con la voglia dunque di far sentire all'anziano l'importanza dell'essere testimone di un evento bellico, «altri ospiti presenti nello stesso salotto - spiega l'autrice del progetto - iniziano a raccontare il loro vissuto». Prima però di mettere insieme tutte le testimonianze raccolte, l'autrice del progetto ha tenuto a fare una precisazione: «I ricordi dei nostri nonni sono stati intenzionalmente trascritti nella stessa forma in cui sono stati raccontati, con il preciso scopo di dare risalto e rilievo al loro vissuto… a prescindere che corrispondano ai fatti realmente accaduti o che abbiamo subito un'elaborazione psicologica in base al significato emotivo attribuito ad un evento di così alto impatto come il 'vivere una guerra'».

Il lavoro è iniziato nel settembre 2015 e si è concluso il 28 gennaio scorso. Tecnicamente il progetto si è sviluppato in due fasi: nella prima si è proceduto alla raccolta delle testimonianze, mentre nella seconda è stato redatto un documento in cui sono citate le testimonianze verbali degli ospiti, correlate da documentazioni fotografiche. (g.c.)

©RIPRODUZIONE RISERVATA

Non lasciare decidere l'algoritmo:

scegli La Nuova Ferrara per le tue notizie su Google