«La gente non viene qui per divertirsi»
La maggioranza contraria ai ticket e molti dipendenti non sostano nei loro stalli
«Il parcheggio a pagamento? Non mi pare giusto. La gente non viene mica qui per divertirsi, viene perché ha bisogno e far pagare anche la sosta sinceramente mi sembra troppo».
In linea di massima il pensiero di Letizia Accorsi riassume un po' quello dei tanti cittadini che, di fronte alla notizia dei parcheggi a pagamento all'ospedale di Cona, si sono sentiti “presi in giro”.
Alle 9,30 di ieri mattina molti spazi sono liberi ma «venite durante la settimana, girerete per almeno 20 minuti alla ricerca di un posto che non troverete e alla fine, esausti, lascerete la macchina a bordo strada o sull'erba con il rischio di prendere anche la multa! Capito? Oltre al danno la beffa!». C'è chi è visibilmente irritato e chi cerca di smorzare i toni: «Io non sono contrario ai parcheggi a pagamento, soprattutto se quei soldi verranno utilizzati per qualcosa di utile. Naturalmente – spiega Vincenzo Gherardi – dipende dalle tariffe; saranno orarie o giornaliere? In ogni caso speriamo non se ne approfittino». Ma perché, nonostante un parcheggio, almeno a prima vista così capiente, si fatica a trovare posto? Un interno dell'azienda ospedaliera che preferisce mantenere l'anonimato ci svela parte dell'arcano: «Il parcheggio numero 1 è specifico per le degenze, il numero 2 per gli ambulatori e il numero 6 per i dipendenti. Essendo quest'ultimo distante dall'ingresso, molti dipendenti parcheggiano all'1 ed ecco che alle 8 del mattino più della metà dei posteggi riservati alle degenze sono già ingiustamente occupati. Forse – ipotizza – quando introdurranno la sosta a pagamento, i dipendenti lasceranno la loro auto nel posto indicato, anche se lontano». Marcello Cavicchi analizzando la situazione dice: «A Ferrara i parcheggi a pagamento ci sono sempre stati, anche al vecchio Sant'Anna. Se la spesa è proporzionata ad un servizio efficiente allora pagare è tollerabili; l'importante è che non ci sia disparità tra le cose». Secondo Orazio d'Alessio invece, i posti disponibili sono pochi a prescindere e il fatto di renderli a pagamento non migliorerà di certo la situazione. Un altro che vede male questa novità è Alessandro Travagli che trova «sbagliatissima questa decisione». «Qui – prosegue – si viene per questioni sanitarie e o lavorative, non mi sembra corretto far pagare alle persone per la sosta».
Marco Corticelli cerca di essere propositivo e lancia una proposta: «Ok ai parcheggi a pagamento ma, i soldi ricavati vengano utilizzati per creare altri posti. In questo modo, la gente non sarà più costretta a lasciare la macchina sul prato».
Anche Ivana Guzzinati e Arrigo Pedretti sono contrari alle soste a pagamento, in più, credono che questo sistema non risolverà il dilemma dei parcheggi.
Davide Servidei aggiunge: «Quando il parcheggio si pagherà gli autobus lavoreranno di più».
Infine, Vanes Ortolani spezza una lancia a favore della tassa: «Ci saranno più posti liberi per chi ha davvero bisogno di venire all'ospedale. Molti lasciano qui la macchina e vanno in centro con l'autobus: dopo non sarà più così».
Samuele Govoni
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