La Nuova Ferrara

Ferrara

FERRARA

La Lega insiste: sgomberate il Palazzo degli Specchi

di Marcello Pradarelli
La Lega insiste: sgomberate il Palazzo degli  Specchi

In cento al comizio. Fabbri: la prossima volta andiamo in prefettura. Lodi: Equitalia compri l’immobille e poi lo butti giù

3 MINUTI DI LETTURA





In cento hanno risposto all’appello della Lega di mobilitarsi per chiedere lo sgombero e la demolizione del Palazzo degli Specchi. Cento come gli abitanti abusivi della struttura, stando al censimento del leghista Nicola Lodi. Novità vere rispetto alla precedente manifestazione in via Beethoven non ce ne sono se si esclude uno striscione che due giovani camicie verdi hanno appeso sulla sommità. C’è scritto “Tagliani 6 il nulla” ed è lì sotto che vengono accesi i microfoni. Il segretario provinciale Alan Fabbri attacca il sindaco: «Si deve vergognare, non può far finta di niente, non siamo dei burattini, dei superficiali, ma la gente non è più stupida. Col progetto del social housing “(gli oltre 200 alloggi che dovrebbero sorgere al posto del PalaSpecchi) Tagliani non farà nulla e se il social housing non si farà non resta che demolire».

Quest’ultimo passaggio è quello più politico. La Lega, si sa, ha brandito la causa della demolizione contro quella della ricostruzione-riqualificazione da finanziare con i 40 milioni della Cassa depositi e prestiti. Ma Fabbri sembra mettere da parte l’idea di radere al suolo il PalaSpecchi - anche perché manca ogni presupposto giuridico - o almeno la accantona in attesa di vedere che fine farà l’accordo con Ferrara 2007, la società dei romani Parnasi proprietaria del grande immobile. La Lega insiste invece su repulisti: «Uno Stato come si deve farebbe una cosa sola: sgombero, sgombero, sgombero!» I cento applaudono convinti. Applausi anche per l’attacco al prefetto di Ferrara: «Si dia da fare altrimenti la prossima manifestazione la facciamo davanti alla prefettura». Anche “Naomo” Lodi ha una proposta: «Perché Equitalia non si compra questo palazzo e poi lo butta giù?». Lodi sostiene anche che «la proprietà non ha mai pagato tasse per gli Specchi» e dà la cifra di 4 milioni di euro: «Se fosse successo a un normale cittadino...».

Sentito sull’argomento, già oggetto di interpellanze in consiglio da parte delle opposizioni, l’assessore Luca Vaccari afferma che il Comune ha proceduto ad accertamenti e iscrizioni a ruolo, che sono state emesse cartelle, intervenuti dei pagamenti e che vengono seguite le normali procedure per il recupero delle imposte dovute; Vaccari non fornisce cifre per motivi di riservatezza, specifica invece che si tratta di arretrati Imu e Ici. Lodi ne ha anche il segretario del Pd Vitellio : «Ha rotto con questa storia dei calci in culo. Calci in culo vuol dire che i delinquenti devono andare a casa loro».

Prima del tour nel PalaSpecchi arriva per telefono la benedizione di Matteo Salvini: «Non mollate, io non mollo, prima o poi vengo lì». La visita è riservata a pochi leghisti, a giornalisti e fotografi. Appena varcata la recinzione ci si imbatte in un uomo sui 60 anni e nelle sue masserizie accatastate per terra. Lodi gli parla e lo prende anche un po’ in giro. Lui non afferra: si intuisce che viene dalla Romania, che è qui da 5 mesi. Poi apre un sacco e tira fuori delle cipolle, fa il gesto di offrirle, si toglie il cappello per salutare.

Dentro gli Specchi non c’è nessuno, sono le 16, è presto per rincasare e pernottare in questo mefitico regno della sporcizia e del totale abbandono. Al primo piano fa impressione una stanza dove si immagina la presenza di bambini per via di un passeggino, di pennarelli e figurine che convivono tra ogni sorta di rifiuti e un residuo di fuoco. L’europarlamentare Luciano Fontana, è incredulo:«È intollerabile che in questa bellissima città vi sia un posto che sembra Bagdad. Interesseremo il ministro dell’ambiente». Lodi gli regala la felpa dei “calci in culo” e con Fabbri gli rammenta che c’è già stato un rapporto dell’Asl che sollecitava interventi di bonifica. Da un affaccio si vedono delle linde villette a schiera: «Quest’estate erano pieni di mosche e avevano i topi in giardino» dice Paola Peruffo di Forza Italia (c’erano anche Fornasini e Di Martino). «Per forza, questo posto è peggio di una discarica» commenta un leghista.

Marcello Pradarelli

Non lasciare decidere l'algoritmo:

scegli La Nuova Ferrara per le tue notizie su Google