Metano, ricerca continua ma col timore subsidenza
Tra pochi giorni scadrà il termine per presentare osservazioni ai progetti Pagnanelli: il nostro territorio subisce il rischio dell’abbassamento del terreno
COPPARO. Quasi non se ne parla più, ma tutto sta andando avanti con la ineluttabile cadenza del rullo compressore che ti arriva dall'alto. Tra pochi giorni scadrà anche il limite per le indicazioni e le osservazioni anche delle istituzioni in merito alla coltivazione degli idrocarburi nei pozzi scavati nella nostra zona, in particolare a Gradizza (ma la società australiana Northsun intende agire anche verso Formignana). Nella zona ci sono stati diverse persone e gruppi di attivisti che hanno protestato e cercato di coinvolgere i cittadini in un movimento di opinione che si opponga ai prelievi dal sottosuolo. Uno dei più attivi in questa opera di informazione e contestazione delle scelte è Mario Pagnanelli, odontoiatra ma anche esperto in speleologia e di grande esperienza oltre che ecologista appassionato. Al di là di numerosi incontri proposti a livello locale, la sua visione è molto chiara: «Si sono dette tante cose, e per tanto tempo. Sul sito del ministero ci sono tutte le carte - dice Pagnanelli - , le mappe, persino le immagini della sezione del terreno. In queste immagini ci sono delle evidenze che chiariscono come la situazione del nostro territorio subisca un evidente e consistente rischio di subsidenza (la subsidenza o subsistenza è un lento e progressivo sprofondamento del fondo di un bacino marino o un'area continentale, ndr). Se sotto al terreno c'è una sorta di cupola piena di idrocarburi e tu questa cupola la vuoti per estrarli - dice ancora l’esperto - si affloscerà su se stessa, o crollerà, o cederà. Poco o tanto, ma lo farà. Ed il terreno si abbasserà. E non servono proiezioni, dati, previsioni: quando, negli anni 50 e 60 da noi si estraeva metano , il terreno si abbassava. Lo sappiamo. La subsidenza - conclude Pagnanelli - , probabilmente, più che un rischio è una certezza. E non ci sono giacimenti particolarmente interessanti. Se poi vogliamo approfondire, senza che si parli di allarmismi, va ricordato che questa è comunque una zona sismica. Le strutture messe in opera per l'estrazione possono anche subire l'effetto di eventuali terremoti, basti considerare cosa è successo con i vecchi pozzi abbandonati di Ambrogio e Serravalle: danneggiati dal sisma del 2012, hanno visto fuoriuscire evidenti geyser di acqua metanifera». Cosa può fare il cittadino? «Il semplice cittadino, ora, praticamente nulla. I tempi per le osservazioni al progetto sono finiti da circa un mese. Le istituzioni (i Comuni, per esempio) possono per alcuni giorni ancora inviare delle contro-deduzioni e delle osservazioni per evitare l'avvio dell'estrazione. Sia pure con limitate possibilità di uscita. Molte regioni, almeno per una parte delle possibilità d’intervento delle società petrolifere, qualche opposizione l'hanno fatta. Il Comune di Formignana ha inviato le sue osservazioni. Quello di Copparo, a quanto risulta, ancora no».
Il fatto che le estrazioni petrolifere siano considerate strategiche rende improbabile un blocco di queste attività, ma è comunque opportuno nelle sedi delegate. Il Comune di Copparo ha probabilmente preferito i canali istituzionali (farsi sentire in Regione, per esempio), ma il tempo per eventualmente opporsi sta scadendo.
Alessandro Bassi
©RIPRODUZIONE RISERVATA
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