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Il metrò e la ciclabile per l'ospedale di Cona restano dei miraggi

Gioele Caccia
Il metrò e la ciclabile per l'ospedale di Cona restano dei miraggi

Poche le alternative all’auto personale e ai parcheggi a pagamento decisi. Le corse ogni mezz'ora dalla città con il treno sono rimaste promesse sulla carta. Appare ostica la strada della marcia indietro sul contratto
Ospedale di Cona: arriva la sosta a pagamento

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FERRARA. E se il Sant’Anna volesse tirarsi indietro e garantire a tutti gli utenti, per i prossimi decenni, il parcheggio libero e gratuito attorno all’ospedale di Cona? La domanda si impone dopo le centinaia di commenti, non proprio benevoli, giunti sul sito della Nuova Ferrara in coda alla notizia che annunciava l’introduzione della sosta a pagamento nell’area del polo sanitario. Commenti che mettono in luce, fra l’altro, la sostanziale mancanza di alternative all’uso dell’auto e del bus. Tutto fermo, ad esempio, per la metropolitana di superficie: sono ancora un miraggio le corse ogni mezz’ora dalla stazione di Ferrara all’ospedale ma anche la pista ciclabile compare al momento solo nei documenti che elencano gli impegni del Comune.

È bene sgombrare il campo, intanto, da ipotesi che oggi non sono sul tavolo del negoziato. Il Sant’Anna sta infatti contrattando con Prog.Este, il gestore dei servizi non sanitari erogati dall’ospedale, ma in quella sede - a quanto si sa - si sta discutendo di volumi di sosta (presunti) e di tariffe, non di ipotesi alternative come il superamento dell’accordo originario nel punto che prevede l’adozione dei parcheggi a pagamento. Si sa che nel 2006 Prog.Este aveva valutato in circa 900mila euro la somma degli incassi annuali attesi sotto la voce sosta a pagamento e in circa 500mila euro i costi di gestione. La differenza sono i ricavi attesi, circa 300-400mila euro l’anno, che moltiplicati per la durata del contratto di project financing (un trentennio, ed è bene ricordare che l’ospedale è aperto da tre anni) porterebbero l’onere dell’operazione-parcheggio gratuito, a carico dell’ente pubblico, verso un ordine di grandezza di 9-10 milioni.

Si tratta solo di una simulazione grossolana chiaramente, ma è presumibile che una eventuale trattativa avente questo oggetto avrebbe come base di partenza un costo di alcuni milioni a carico del Sant’Anna che in tempi di magra difficilmente l’azienda ospedaliera sarebbe disposta a versare sull’unghia.

Oneri che graverebbero sul bilancio aziendale anche se l’ospedale decidesse di non attivare la sosta a pagamento disapplicando tout court l’accordo con Prog.Este. Il parcheggio a tariffa sembra quindi una via senza uscita. Se così fosse, comunque, forse sarebbe logico iniziare ad applicarla dopo l’entrata in servizio a pieno regime della metropolitana di superficie e anche della pista ciclabile. Ma chi dovrebbe sostenere i costi delle penali e dei contenziosi nel frattempo?

Non è di particolare aiuto nemmeno il sistema applicato da altri ospedali della regione. Ecco alcuni dati raccolti ieri dai centralini degli istituti e dai siti internet.

Nel policlinico di Modena, che si trova in città, entrano solo gli autorizzati, fuori c’è un parcheggio a pagamento; sempre a Modena la sosta nell’ospedale di Baggiovara, situato fuori dal centro, è gratuita. A Bologna sia per parcheggiare al Sant’Orsola, in città, che al Bellaria (fuori) si paga, escluse le categorie a riserva come dipendenti, disabili etc..

A Ravenna, al Santa Maria delle Croci, la sosta è gratuita. A Parma nell’area dell’ospedale, che è in città, entrano solo gli autorizzati, fuori si va a tariffa. A Rimini (Infermi) pagano tutti, a Piacenza una parte di stalli è a tariffa e una a pagamento; a Cesena si paga, ma in alcune zone solo dopo la terza ora. A Reggio Emilia il costo va da 0.5 euro/ora e 3.50.

 

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