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la relazione della commissione d’inchiesta: al via il trattamento della falda

Petrolchimico e bonifiche, buon voto in Parlamento

Petrolchimico e bonifiche, buon voto in Parlamento

«Come esce il petrolchimico dalla nostra indagine? Bene, meglio di altri siti». Alessandro Bratti è il presidente della Commissione d’inchiesta sui rifiuti che domani voterà la relazione conclusiva...

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«Come esce il petrolchimico dalla nostra indagine? Bene, meglio di altri siti». Alessandro Bratti è il presidente della Commissione d’inchiesta sui rifiuti che domani voterà la relazione conclusiva del rapporto sulle bonifiche nel Quadrilatero della chimica (Ferrara, Marghera, Mantova e Ravenna), ma la pagella finale di piazzale Donegani è già scritta non solo nel suo commento. Prendendo spunto da uno dei passaggi più delicati del report: «La Procura della Repubblica di Ferrara riferisce di tre procedimenti penali d’interesse per la Commissione, che non mutano il delineato quadro di soddisfacente gestione delle attività del sito». Delle tre inchieste, tra parentesi, solo quella nei confronti di Yara per «violazione delle prescrizioni di legge in tema di allocazione dei rifiuti all’interno dell’impianto» è ancora in corso, mentre la vicenda-torce si è chiusa con oblazioni nei confronti dei rappresentanti di Polimeri Europa, Basell e Yara; in più di ricorda il procedimento nei confronti di Solvay per presunto inquinamento nel petrolchimico dovuto alla messa in sicurezza dell’ex stabilimento, che si chiuse con un’archiviazione. La buona pagella accomuna Ferrara a Ravenna, cioè i due siti non d’interesse nazionale, che hanno attivato «accordi di programma tra le imprese interessate e le istituzioni locali», capaci di attivare «bonifiche in tempi ragionevoli e con maggiore efficacia rispetto ad altri casi». Importante dunque il ruolo di Ifm, la società consortile che gestirà anche il prossimo step, cioè la bonifica della falda confinata.

La contaminazione della falda è «presente in particolare nella zona centrale del petrolchimico e riferibile a sostanze organiche come solventi clorurati (cvm) e secondariamente a composti aromatici (benzene) e idrocarburi totali. Le tecniche previste sono quelle di emungimento e bioremediation». In sostanza si aspirerà l’acqua di falda da 8 punti, alla velocità di 17 metri cubi l’ora, per poi trattarla con batteri in grado di abbattere i contaminanti. Della prima operazione si occuperà Ifm, che entro febbraio intende appaltare l’operazione, mentre la seconda toccherà a Syndial, la società ambientale di Eni. È la bonifica più lunga e complicata, che dovrà essere conclusa nel giro di vent’anni.

Intanto l’impianto F10 di Versalis resta fermo in attesa di capire i motivi delle tre sovrappressioni ravvicinate, che hanno provocato altrettanti botti. Venerdì i vigili del fuoco hanno visionato l’impianto e questo fa pensare ad un prossimo tentativo di riavvio. (s.c.)

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