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«Risparmiatori Carife non informati sul rischio»

«Risparmiatori Carife non informati sul rischio»

Boldrini (Pd): messi sull’avviso, potevano vendere. I bond rendevano meno di Bpt In arrivo le regole dell’arbitrato, ferraresi in bilico. M5S: procedura da rifiutare

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In attesa di capire se i tribunali ribalteranno davvero l’intera impalcatura legislativa che ha portato al ‘salvataggio’ di Carife e delle altre tre banche, per i risparmiatori azzerati il passaggio più importante e ravvicinato è l’arbitrato. Mercoledì, salvo altri rinvii, il Consiglio dei ministri dovrebbe definire i criteri per i rimborsi e il rischio di tagliar fuori quasi completamente i risparmiatori Carife sono sensibilmente aumentati negli ultimi giorni. Non si può considerare truffato, ha detto ad esempio Roberto Nicastro (Nuova Carife), chi ha acquistato bond prima del 2007, e quasi tutti i ferraresi sono in questa condizione. «È all’origine la pecca di questa impostazione - protesta Mirko Tarroni, tra gli organizzatori delle mobilitazioni di queste settimane - Non è una questione di truffati o no, ma del fatto che governo e Bankitalia hanno cancellato in una notte strumenti di risparmio considerati da tutti sicuri, con un criterio retroattivo. Noi abbiamo acquistato bond che fruttavano un tasso variabile composto da Euribor più 0,15%, cioè meno 4%: per capirci, i Btp decennali rendevano di più, quindi il rischio Stato era prezzato più di quello Carife. Quando ho rivenduto, nel 2011, rendevano di più le obbligazioni ordinarie Carife. Come possiamo essere considerati speculatori ed essere esclusi dai rimborsi? L’arbitrato è parte del problema, tutti devono essere risarciti».

Tarroni ha avuto modo di dirlo direttamente ad uno di quelli che voterà i criteri, il ministro dell’Agricoltura, Maurizio Martina, a Ballarò. Per i parlamentari del Pd l’operazione sembra più complessa. «Non so cosa si possa fare in questi giorni, se ne occupa direttamente il governo e personalmente non ho ricevuto sollecitazioni dal territorio» spiega il deputato Alessandro Bratti. «Capisco l’angoscia di chi rischia di essere escluso, ma quanto si poteva fare è stato già fatto, ora non resta che attendere questi criteri e lavorarci sopra» aggiunge la senatrice Maria Teresa Bertuzzi. Più articolato il ragionamento della deputata Paola Boldrini: «I messaggi a chi è in contatto con il governo sono stati inviati, c’è anche questa ipotesi di rivedere la retroattività del bail-in. Gli acquisti pre-2007 sono un punto di debolezza? Bisognerà allora tener conto che nessuno ha avvisato i detentori dei bond dell’aumentare del rischio, negli anni successivi, e questa mancanza di trasparenza ha tolto a qualcuno la possibilità di vendere».

Dall’altra parte della barricata c’è il deputato Vittorio Ferraresi (M5S): «Intervenire sui criteri dell’arbitrato? Per noi la procedura è da rifiutare in toto, anche perché andrebbero rimborsati anche gli azionisti. Parlano di parametri tecnici, ma la verità è che hanno definito un budget insufficiente per tutti (100 milioni, ndr) e devono trovare il modo di escludere tanti obbligazionisti».

Stefano Ciervo

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