«Dopo anni il segno più nei saldi invernali»
Si assiste ad un ritorno ai consumi anche se Ferrara resta ultima in regione Un cauto ottimismo arriva anche dall’aumento del reddito pro capite
Dopo tanto tempo, la Confecommercio vede rosa per i consumi e l'economia nostrani. «Forse si è fermata la recessione, la china in discesa - azzarda il presidente Giulio Felloni -, ma la ripresa sarà effettiva solo se riusciranno a diminuire la spesa pubblica improduttiva, che causa imposte elevatissime anche a livello locale». Il direttore dell'associazione Davide Urban rilancia: «dopo tanti anni di segno negativo, stavolta davanti ai saldi ne vediamo un positivo». Confcommercio ha elaborato una prima stima a livello emiliano-romagnolo, basato su un campione di negozi che vendono in prevalenza abbigliamento ma anche accessori in pelletteria e calzature: a Ferrara la spesa media per persone risulta stabile (95 euro circa) così come stabili sono gli sconti applicati dagli esercenti. Gli articoli più richiesti sono maglieria e scarpe. Inevitabile che la platea di commercianti, che ha assistito alla presentazione dei dati durante la pausa pranzo (il coffee job “Ritorno ai consumi”), si sia concentrata sull'eterna questione del posticipo dei saldi. Nella nostra regione la maggioranza degli esercenti, dice ancora il lavoro di Confcommercio, vorrebbe ritardarli, mentre i Ferraresi chiedono in particolare di spostarli alla fine di gennaio. «I saldi al 2 o 3 gennaio sono sicuramente da cambiare - conveniva Felloni -, ma serve un'etica che parta da noi. Dobbiamo condividere delle regole e poi rispettarle tutti, per quanto io capisca chi parta addirittura prima dei saldi con le vendite promozionali: magari deve pagare fornitori e dipendenti». L'indagine presentata travalicava comunque i saldi per dedicarsi all'intero panorama economico, e anche qui i numeri consentivano un cauto ottimismo. Nel 2015 il reddito pro capite disponibile nella nostra provincia era 18.616 euro, vale a dire lo 0,8% in più rispetto all'anno prima. Vero è che restiamo ultimi in Regione (basti pensare che i nostri vicini bolognesi vantano mediamente un reddito di 24.973 euro, oltre seimila più di noi), ma siamo la provincia che nel 2015 ha segnato la crescita più considerevole rispetto all'anno prima: +0,8%. In crescita, sempre confrontando il 2015 col 2014, pure i consumi di beni durevoli, vale a dire auto nuove e usate, elettrodomestici e mobili: la spesa in provincia è passata da 356 a 377 milioni, un +6% (in questo caso la crescita è più bassa della media regionale, arrivata al 7,5%). Notevole in particolare l'aumento di immatricolazioni di auto nuove, passate dalle 8.748 del 2014 alle 9.583 del 2015, un +9,5% in linea con la crescita emiliano-romagnola (+9,7%). Leggera crescita pure per la spesa in elettrodomestici grandi e piccoli, passata nel Ferrarese dai 28 milioni del 2014 ai ventinove milioni del 2015 (+4,3%) e per la spesa in mobili, salita nello stesso periodo da 89 a novanta milioni di euro (+1,6%). Insomma, se la domanda era “Ritorno ai consumi?”, in via Baruffaldi la risposta comincia a essere “sì”.
Gabriele Rasconi
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