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«Impreparati davanti alla tragedia»

«Impreparati davanti alla tragedia»

Masi San Giacomo, il vescovo Negri ha celebrati ieri i funerali di Maurizio Neri, una delle vittime dell’incendio al poligono

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MASI SAN GIACOMO. La chiesa parrocchiale di San Giacomo Maggiore, a Masi San Giacomo, non ce l’ha fatta a contenere tutta la gente che ieri ha voluto salutare per l’ultima volta il compaesano Maurizio Neri, il 66enne deceduto lo scorso 10 gennaio a seguito dell’incendio che ha devastato il poligono di tiro di Portomaggiore. La messa funebre di Neri è stata celebrata dall’arcivescovo di Ferrara, monsignor Luigi Negri, una funzione alla quale hanno partecipato anche i sindaci di Masi Torello e di Portomaggiore. Presenti anche i rappresentanti delle forze dell’ordine di carabinieri e guardia di finanza. Commozione ed incredulità per un destino così tragico, quanto inaspettato, ha accompagnato la comunità di Masi San Giacomo, dove Neri e la moglie Marina, sono molto conosciuti e stimati e quella di Borgo Sant’Anna dove i coniugi risiedono, hanno accompagnato il 66enne nel suo ultimo viaggio terreno. Nell’omelia monsignor Negri ha puntato l’attenzione sulla durezza della prova che ha colpito tutti con un’imprevedibilità devastante che è scoppiata nel cuore di ognuno, trovando le persone impreparate. L’arcivescovo ha poi sottolineato che le comunità riunite attorno a Maurizio Neri ed alla sua famiglia si sono ritrovate a condividere un triste avvenimento nel quale si è compiuto il mistero della morte della resurrezione. «Avendo fede – ha detto monsignor Negri – sappiamo che Maurizio è in pace, è nella gioia di Dio. Questo è per tutti, anche per me, sebbene non conoscessi Maurizio, un momento di dolore, ma lui era un uomo giusto e quindi la sua fede lo ha portato nella luce del Signore. Siamo provati, ma non disperati perché la sua vita si è compiuta nel nome di Cristo. Fisicamente non sarà più con noi, ma continuerà ad esserci in un’altra forma, ancora più completa, nello spirito. Non si dimentica il dolore, ma nella fede e nella parola di Cristo si può vivere già da oggi in modo consolato». Prima del termine della messa funebre un diacono, amico di famiglia, ha letto per i presenti un aneddoto caro a Maurizio, in dialetto ferrarese. Frasi brevi e concise che hanno portato i tanti che hanno gremito la chiesa di Masi San Giacomo ad applaudire l’intervento.

Fuori, sul sagrato e nelle immediate vicinanze della chiesa la gente ha ricordato Maurizio Neri come una brava persona, sia lui che la moglie molto attivi in diversi ambiti pubblici e sociali della comunità, ma hanno anche parlato della tragedia del Poligono che ha portato alla morte di tre persone, due residenti nello stesso comune di Masi Torelli, e chiedendosi come possa essere successa una cosa del genere.

Maria Rosa Bellini

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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