La difficoltà del commercio nelle periferie della città
Ecco i dati della ricerca effettuata dalla Confesercenti provinciale
FERRARA. Non è facile la vita delle piccole attività commerciali nelle frazioni lontane dalle Mura. Sulle ragioni di una crisi, che ha portato a numerose chiusure di serrande nel corso degli ultimi anni, si è soffermata un’indagine promossa dall’ente bilaterale che associa Confesercenti, a Filcams-Cgil, Fisascat-Cisl e Uitucs-Uil.
«La tutela del commercio diffuso e di vicinato viene molto declamata ma quasi sempre non applicata. Eppure i commercianti e le aziende che lavorano ai margini del centro hanno un ruolo importante, svolgono una vera e propria funzione sociale. Anche se si preferisce fare politiche più rivolte alle grandi realtà, preparando deliranti nuove aperture ai margini del nostro territorio», dice il direttore di Confesercenti Alessandro Osti.
La ricerca, con dati aggiornati al 2014, si basa su un questionario proposto a un campione mirato di 38 imprese (21 del settore commerciale, 14 della ristorazione e 3 del turismo) operanti in quattro aree: via Padova-Pontelagoscuro (Nord), S. Giorgio-v. Comacchio (Est), asse Bologna Sud-Foro Boario (Sud) e Porotto-Mizzana (Ovest). I fattori impattanti in modo negativo sulle aziende sono: crisi economica (per l’84,2%), assenza di sostegni economici e agevolazioni fiscali (68,5%), sicurezza (47,5%), affitti troppo costosi (34%), concorrenza della grande distribuzione (26,3%). Tra le soluzioni proposte dagli imprenditori per risollevare l’andamento dei propri affari, c’è appunto al primo posto (per il 63,2% degli interpellati) l’istituzione di incentivi economici e sgravi fiscali.
Una minoranza (23,7%) punta sull’incremento dei controlli da parte degli organi di polizia; c’è da aggiungere che il 52,6% del campione ha subito almeno una volta un furto nella propria attività. Per il 21,1% invece la priorità è la riqualificazione del territorio, con più decoro urbano e aree verdi.
«Emerge anche – aggiunge Fabrizio Tassinati, coordinatore dell’ente bilaterale ed esponente Cgil – la richiesta di più attenzione ai temi della legalità. Per noi sindacalisti è fondamentale il rapporto imprese-dipendenti, improntato alla regolarità e all’assenza di dumping contrattuale».
Per il vicecoordinatore Giacomo Raisi «si parla molto delle difficoltà dei centri storici ma in periferia si soffre anche di più; tra i temi sollevati dagli imprenditori anche accessibilità e mobilità».
In conferenza stampa sono intervenuti anche i sindacalisti Eva Paganini (Fisascat-Cisl) e Giorgio Zattoni (Uil-Uiltucs).
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