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Pochi viaggi e per stomaci forti

Pochi viaggi e per stomaci forti

Il treno per il Sant’Anna: vagoni vecchi, disagi e utenza quasi inesistente

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Ci siamo chiesti in questi giorni qual è il mezzo più idoneo per raggiungere l'ospedale di Cona. Ieri abbiamo scelto il treno. Partenza dalla stazione di Ferrara alle 8.04, binario 1, direzione Codigoro; fermata Cona ospedale, arrivo quattordici minuti dopo. Utenti circa quindici dei quali solo sei scenderanno alla fermata del polo sanitario.

Forse non tutti sanno ancora che nei primi anni 2000 vennero avviati alcuni lavori di riqualificazione tra Ferrara e Quartesana nell'ambito della cosiddetta metropolitana di superficie, un collegamento urbano promosso dal comune di Ferrara con l'obiettivo di realizzare un collegamento con il nuovo Sant’Anna, favorendo la mobilità su ferro, mitigando l'inquinamento acustico nella tratta cittadina ed eliminando i passaggi a livello per unificare due quartieri della città.

La società Trasporto Passeggeri Emilia-Romagna (Tper) assunse poi la gestione del servizio passeggeri mentre Fer ha mantenuto quella dell'infrastruttura. In seguito alla realizzazione di una variante di tracciato e alla contestuale dismissione del vecchio percorso, venne aperta la fermata di "Cona Ospedale", a servizio del vicino nosocomio.

Il 15 dicembre 2013 è stata inoltre attivata la fermata denominata Ferrara via Boschetto, situata tra la stazione di Ferrara e la fermata “Città del Ragazzo”, retrostante l'omonimo centro di formazione professionale.

La ferrovia è dotata di binario singolo e non è elettrificata; la trazione, inizialmente a vapore (l'inaugurazione della linea avvenne il 28 ottobre 1931), fu affiancata e quindi sostituita da quella diesel, che a tutt'oggi dona ancora ai vagoni un inconfondibile “profumo” di gas di scarico stile anni 70/80. Se si viaggia con l'intenzione di scendere a Cona o nelle fermate intermedie è sufficiente il biglietto "Urbano Ferrara" del costo di 1.30€ che va obliterato.

Parlando con i pochi utenti rimasti (i più giovani scendono principalmente alla fermata della Città del ragazzo) si intuiscono le criticità di questo metodo di trasporto: treni vecchi, poca pulizia (per usare un eufemismo) dei vagoni, riscaldamento a mille nei mesi invernali che mescolato all'odore di gasolio e ad altri lezzi dovuti alla maleducazione di alcuni, creano un ambiente per stomaci forti.

Gli orari delle fermate dipendono in gran parte dalla natura della linea predisposta per raggiungere Codigoro e successivamente adattata alla fermata di Cona. A rigor del vero l'esperimento è stato ripetuto anche alle 14.54 ma alla fermata dell’ospedale non è salito e sceso nessuno da poter intervistare. Lauro Casoni

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