La Nuova Ferrara

Ferrara

Terra bruciata attorno a chi spaccia

di Daniele Predieri
Terra bruciata attorno a chi spaccia

Il questore Sbordone: martellare per stroncare la vendita al minuto, lo faremo con operazioni di impatto e cani antidroga

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Se non è guerra, poco ci manca. Anche se il questore Antonio Sbordone ammette di non voler fare «nessun proclama», conferma che «continueremo con operazioni di impatto contro lo spaccio al minuto soprattutto nella zona Gad: dobbiamo martellare (nel senso di ripetuti servizi, ndr) per stroncare questi traffici. Nessun proclama - ripete - ma occorre bonificare quel territorio e il nostro impegno di queste settimane va in questo senso: non si può permettere ad extracomunitari che spacciano di continuare a farlo. Il nostro obiettivo è non creare quelle zone franche che vi sono nel nostro paese, dobbiamo scongiurare che questo accada nella nostra città». Pesa le parole il questore Sbordone, da un anno in carica alla guida della Polizia di Stato qui in città. Seppur in questi 12 mesi non abbia lesinato dichiarazioni forti, e questa volta le fa di nuovo, rivolto alla città, con al fianco il nuovo dirigente dell’Ufficio prevenzione generale, il commissario capo Luciana Fusco che coordinerà i servizi di pronto intervento che rappresentano l’occhio della Polizia sulla città. Il principio è molto chiaro: è sempre più difficile contrastare lo spaccio al minuto, spesso la Polizia ha mani legate da lacci e lacciuoli giuridici che non permettono di fermare chi spaccia e spesso - occorre ricordarlo anche se alla Polizia non lo dicono - chi spaccia è spesso richiedente asilo o altro: insomma, poco o nulla si riesce a far contro di loro. Da qui, però, la guerra della Polizia di Stato si concretizza per dare almeno alla cittadinanza «una percezione di maggiore di sicurezza». Per farlo, fa parlare i numeri e i risultati dei servizi degli ultimi 15 giorni, martellanti, appunto.

Si rivolge alla stampa riunita nell’incontro di ieri mattina, affinchè - il suo invito - si comunichi alla città il suo pensiero ma le sue parole sono dirette anche «a tutti gli spacciatori e soprattutto a chi va a comprare la droga da loro». E non sono certo stranieri, gli acquirenti.

I numeri snocciolati ieri mattina sono quelli dei sequestri di droga, realizzati con l’aiuto delle unità cinofila, cani antidroga che nei giardini del grattacielo e in zona Gad, fiutano gli stupefacenti nascosti in anfratti, recinzioni (anche di un asilo), buche negli alberi, per terra: in 15 giorni sono stati trovati 300 grammi di marjuana, 200 di hashish, pochi grammi di cocaina e «sabato pomeriggio anche eroina, una new-entry da quando sono qui in città, dallo scorso anno: valore di diverse migliaia di euro». Azioni importanti, dunque, per far terra bruciata attorno a chi fa affari spacciando. Il neo dirigente Fusco lo spiega in modo diretto: «Ferrara è città sicura per certi aspetti, c’è un problema di microcriminalità e abbiamo il dovere di migliorare la percezione di sicurezza dei cittadini, con gli interventi decisi intendiamo ottenere questo risultato».

Daniele Predieri

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