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manomissioni e scritte offensive

Inquilino contro bar: a processo per stalking

Inquilino contro bar: a processo per stalking

Ma per il Tar l’esercizio non è in regola e il Comune ne ha disposto la chiusura

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È accusato di aver ripetutamente messo fuori uso, con cerotti e smalto, la porta scorrevole che separa il bar Torre della Vittoria dall’area degli appartamenti privati, nella palazzo di corso Porta Reno dove vive e dove, da anni, è in atto una convivenza “impossibile” con quell’esercizio pubblico. Un attrito sfociato anche in scritte offensive negli ascensori e fotografie ai clienti del bar: tutto questo, per Fernando Galletti, 75 anni, è confluito nell’accusa di stalking, un’accusa che gli è costata prima l’arresto nel luglio scorso (poi revocato) e ora il processo. Il dibattimento si è aperto ieri davanti al giudice Marini e, dopo l’ammissione delle prove e dei testimoni, subito aggiornato al 29 aprile.

A favore di Galletti, il difensore Ugo Ferroni ha chiamato diversi condomini dello stabile (dove ha sede anche la redazione della Nuova Ferrara), oltre a un perito per dimostrare che lo stato di ansia provocato nella titolare dell’attività, la signora Grazia Bego, era dovuto alla consapevolezza di non avere i requisiti per svolgere quell’attività. Nel frattempo infatti il Tar si è nuovamente pronunciato a sfavore del bar-albergo, in un contenzioso parallelo con il Comune di Ferrara. Fin dal settembre del 2014 l’amministrazione comunale aveva ordinato la chiusura del bar per la mancanza del requisito di sorvegliabilità, poiché l’esercizio non è raggiungibile direttamente dalla pubblica via, ma attraverso ascensori e scale condominiali usati anche per accedere alle abitazioni private.

A questa ordinanza la società si è opposta con quattro ricorsi, accompagnati da nuove Scia (Segnalazione Certificata di inizio attività) e proponendo modifiche per superare l’ostacolo della mancata sorvegliabilità. Ritenendo le modifiche insufficienti, il Comune aveva confermato il provvedimento: ne è seguita una battaglia di ricorsi al Tar, approdata ora all’ultimo pronunciamento (depositato il 1º febbraio), che ancora una volta dà ragione al Comune imponendo la chiusura del bar. In questo ping-pong di ricorsi si inserisce lo stalking contestato a Galletti, le cui manomissioni alla porta di separazione avrebbero appunto lo scopo di dimostrare che il bar mancava dei requisiti di sorvegliabilità, consentendo ai clienti di accedere anche alle zone degli appartamenti privati. Azioni di manomissione che, insieme alle scritte nell’ascensore, sono state documentate dalle riprese girate dalle telecamere piazzate dalla polizia, e che sono costate al condomino prima gli arresti domiciliari, e ora il processo. Processo in cui la titolare del bar-albergo, Grazia Bego, si è costituita parte civile attraverso gli avvocati Paolo Scaglianti e Stefania Gradara.

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