«Lodi a morte», ed ora arrivano le minacce Scritte con lo spray sulla vetrata del palazzo dove vive l’esponente leghista Fabbri: non aiuta il clima che il Pd ha innescato, non sanno accettare critiche
Quando si è alzato ieri mattina ha avuto l’amara sorpresa di trovare la vetrato del suo palazzo (zona Krasnodar) imbrattata con la vernice nera e la scritta “Lodi a Morte”. Nicola Lodi, esponente...
Quando si è alzato ieri mattina ha avuto l’amara sorpresa di trovare la vetrato del suo palazzo (zona Krasnodar) imbrattata con la vernice nera e la scritta “Lodi a Morte”. Nicola Lodi, esponente leghista in prima piano in questi mesi per via degli sgomberi e del Palaspecchi, ha informato subito la Digos alla quale ha denunciato l’episodio. «Evidentemente - ha commentato Lodi - stiamo dando molto fastidio, ma non ci faremo intimidire da nessuno». Un suo amico verso le 9.30 ha poi preso spugna e solvente per cancellare le scritte. I due poi si sono recati in questura per formalizzare le minacce in una denuncia.
«Un gesto vile e deplorevole che dice di un clima da emergenza democratica e rimanda a un’epoca che avremmo voluto dimenticare», dice il capogruppo leghista in Regione e segretario della Lega Nord Ferrara Alan Fabbri, manifestando la sua “solidarietà e vicinanza” a Lodi. «Certo non aiuta - dice Fabbri - il clima che il Pd ha innescato. Un Pd che non sa accettare critiche, preferisce le querele alle risposte e non manca occasione per squalificare la dialettica politica gettandola sul personale. Non aiuta neanche la condotta di personaggi legati ad associazioni come Viale K che, invece di rispondere agli obiettivi che si sono dati, preferiscono fare politica, mostrandosi per quello che sono: nei fatti, organi di partito. Le minacce e i tentativi di intimidazione - prosegue Fabbri - non fermeranno le nostre battaglie ma, al contrario, ci danno nuova forza per essere sempre più incisivi nelle nostre denunce». «Dal Pd - che non perde occasione per fare vittimismo e gridare 'al lupo al lupo' al primo ‘bau’ - ci aspettiamo una condanna unanime di quanto accaduto e la solidarietà senza ‘se’ e senza ‘ma’ a Nicola». Condanna e solidarietà che poi sono arrivate da Vitellio e Calvano.
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