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«Ricordatelo sempre come lo avete conosciuto»

«Ricordatelo sempre come lo avete conosciuto»

Portomaggiore, toccanti parole del marito della nipote di Paolo Masieri Il rito funebre di uno dei morti del poligono celebrato dal vescovo di Ravenna

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PORTOMAGGIORE. Atmosfera surreale. Silenzio nelle vie. Sguardi persi e commossi. Sul sagrato della chiesa Collegiata i cittadini hanno iniziato ad arrivare già mezzora prima della funzione funebre. Pochi parlavano pensando a quanto accaduto un mese fa quando in via Cattaneo successe l’impensabile. Fiamme, morte e dolore avvolsero il poligono di tiro con all’interno tre persone. Ieri è stato il giorno di Paolo Masieri, il fornaio portuense di 47 anni scomparso in quel rogo. Oltre all’intero paese, si sono stretti attorno alla famiglia gli amministratori, il sindaco Nicola Minarelli col collega Riccardo Bizzarri di Masi Torello e tra la folla Chiara Cavicchi di Voghiera. Assessori, consiglieri comunali, rappresentati delle forze dell’ordine, vigili urbani, volontari della protezione civile e vigili del fuoco che lavorarono per giorni attorno a quel capannone. Il funerale è stato officiato da Mons. Lorenzo Ghizzoni, Vescovo di Ravenna, insieme a don Ugo Berti e don Negretto, nonché i sacerdoti del territorio. «Paolo è scomparso in una situazione tragica, drammatica – ha aperto Mons. Ghinazzi – come chiesa e comunità siamo vicini ai famigliari, ai conoscenti e al paese colpiti dalla tragedia, perché possano guardare avanti. Questi eventi fanno male, ma il Signore non ci abbandona: facciamo appello al suo spirito. L’insieme della creazione non è perfetto, come noi non siamo perfetti. Siamo in attesa di qualcosa di nuovo: prima di raggiungere quel posto consolatorio, sperimentiamo la durezza della vita. Ma non dobbiamo scoraggiarci o aver paura. Il corpo porta a patire, mentre lo spirito interiore continua a rinnovarsi». Prima di benedire la bara, sul pulpito sono saliti Paola Zanellati, ex dipendere al forno Masieri, e il marito della nipote per leggere una lettera e i ringraziamenti della famiglia. «Ti abbiamo vissuto nella vita quotidiana – ha aperto Paola – ma ho faticato a trovare la chiave del tuo cuore, poiché era solo tuo, come i pensieri. Ti rivelavi nei momenti di debolezza, come negli sguardi dolci che ai bambini. Nel nostro cuore non dimenticheremo: ogni giorno ti faremo rivivere nei nostri ricordi». Il marito della nipote ha voluto ringraziare alcune persone per la vicinanza alla famiglia. «Ricordatelo ognuno come lo avete conosciuto. Un grazie al Vescovo, a don Ugo e don Giuseppe per le preghiere, la dolcezza e riservatezza, al sindaco per aver indetto il lutto cittadino, a Pro Loco e panificatori per avergli intitolato la Lim donata alle medie, Marco Cavallari per la bella foto, gli amici, i presenti e la comunità per l’unione nel dolore. Vorrei pregaste per le famiglie Neri e Chiccoli che stanno vivendo il nostro stesso dolore e per la famiglia Ghesini che porterà questa ferita per tutta la vita».

Entico Menegatti

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