Rimborsi dei bond tra i criteri spunta il conflitto d’interessi
Carife: poca informazione specifica sul prospetto di dicembre 2007 Decreto ‘blindato’, per i ferraresi l’ultima spiaggia è Cantone
FERRARA. Questa sera il Consiglio dei ministri dovrebbe definire il criterio di rimborso degli obbligazionisti Carife azzerati dal salva-banche, ma, stando alle anticipazioni, sarà difficile capire se e quante posizioni avranno qualche possibilità d’inserimento nell’arbitrato Cantone. Il decreto, stando alle anticipazioni del Sole 24 Ore, sarà infatti molto articolato, con due tipi di filtri ai quali sottoporre l’analisi delle specifiche situazioni degli oltre 4mila bondisti Carife, che, come noto, sono in una posizione particolare rispetto a quelli di Etruria, Banca Marche e Carichieti: solo i ferraresi hanno infatti acquistato quasi al 100% le obbligazioni subordinate direttamente alle emissioni, negli anni 2006 e 2007, quando la percezione del rischio-banche era quasi nulla.
Proprio la data di acquisto sarà uno degli otto indici presuntivi che, assieme a nove elementi di valutazione, scremeranno la platea di chi potrà accedere all’arbitrato. Il 2 novembre 2007, infatti, entrò in vigore la direttiva Mifid sui profili di rischio: chi ha sottoscritto prima dovrà dimostrare di non essere stato informato per iscritto del conflitto d’interessi della banca (chi vende è incentivato a farlo perché è lo stesso soggetto che emette), con tanto di autorizzazione scritta a procedere; per gli altri varrà la chiarezza e completezza dell’informativa generale sul conflitto d’interessi. Le due tranche di bond azzerati ricadono nella prima casistica, in quanto emessi in agosto e dicembre 2006, mentre l’emissione inglobata dalla liquidazione della vecchia banca è stato emesso nel dicembre 2007. Il fatto è che anche prima del 2 novembre 2007, altra anomalia ferrarese, Carife applicava una procedura interna di valutazione del rischio dei clienti, che veniva sottoposta all’attenzione dei risparmiatori prima degli investimenti.
Nella nota informativa del terzo bond, in ogni caso, non è presente una specifica voce di rischio correlata al conflitto d’interessi, ma solo per la «coincidenza dell’emittente con l’agente di calcolo», cioè il soggetto incaricato di calcolare gli interessi. Questo potrebbe essere un appiglio pro-risparmiatori, non sembrano essercene molti altri. In Carife, per fare un esempio, non c’erano forme d’incentivazione dirette ai dipendenti per vendere queste obbligazioni (anzi, molti di loro le hanno comprate per se e per i propri parenti), nè sono emersi casi di attribuzione da parte della banca di qualifiche d’investitore professionale a semplici risparmiatori. Il tetto di rimborso individuale a 100mila euro, inoltre, non farà piacere a chi aveva investito i ricavi di vendite immobiliari o eredità.
Quasi impossibile incidere su questi criteri, come hanno sottolineato nei giorni scorsi i parlamentari ferraresi. Qualche spiraglio, invece, può aprirsi sul fronte Anac, l’autorità anticorruzione che dovrà gestire gli arbitrati anche attraverso linee guida in grado di renderne omogenea l’attività interpretativa. Alessandro Bratti (Pd) è stato contattato dagli Amici di Carife nei giorni scorsi e qualche indicazione in questo senso è uscita dai colloqui.
Stefano Ciervo
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