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L’omaggio di Voghenza a San Leo

L’omaggio di Voghenza a San Leo

Sabato e domenica si celebrano i dieci secoli dall’arrivo della reliquia

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VOGHENZA. Un territorio devoto da mille anni. Domenica 14 febbraio la comunità di Voghenza arriverà a dieci secoli dall’arrivo delle reliquie di San Leo. Reliquie rimaste fino ad oggi nella chiesa dedicata al santo dalmata. L’evento ha dietro a se un lavoro di oltre 18 mesi. Evento organizzato in collaborazione con San Leo in Romagna, da dove provenivano le reliquie e dove tuttora vi è il santuario costruito dopo la morte del Santo nel IV secolo. L’ondata di devozione ha toccato anche Voghenza, con una leggenda incastonata nel tempo. L’imperatore Enrico II chiese al Papa le sue reliquie, dopo la vittoria contro Greci e Saraceni. Lungo il percorso il carro si fermò a Voghenza, già sede vescovile da alcuni secoli, la sera del 13 febbraio. La mattina seguente i cavalli non vollero più ripartire per la Germania. Enrico II lo prese come segno divino e lasciò le reliquie nella chiesa dove ora sono conservate nel sarcofago sotto l’altare. La ricorrenza sarà festeggiata sabato alle 17,30 da una messa officiata dai due vescovi: Monsignor Negri per Ferrara e Monsignor Turazzi per San Marino-Montefeltro. «I percorsi delle due comunità – ha spiegato il sindaco Chiara Cavicchi dopo il saluto in streaming del collega di San Leo, Mauro Guerra – sono sempre stati paralleli. Il progetto vuole fonderli insieme con iniziative culturali e religiose». Alla funzione parteciperanno anche pellegrini di San Leo ospitati all’interno di un programma di visite sul territorio. «E’ stato creato – ha approfondito l’assessore Paolo Benetti – un calendario di iniziative annuali. L’operazione, considerati i soggetti coinvolti, è stata importante, creando una sinergia e un’amicizia tre le città. È stato il lavoro più bello fatto in due anni di assessorato». Il 25 giugno sarà aperta la mostra sul Santo nella chiesa di Voghenza e il 3 luglio a San Leo nel museo Diocesano. Sarà preparato un audiovisivo da mostrare ad un convegno con la presenza dello scrittore Marcello Simoni. San Leo si è attivato per produrre un francobollo, mentre nei prossimi mesi dovrebbero essere presi in esame sarcofago (a Voghenza) e coperchio (a San Leo) per confrontarli e studiarli. «Ho proseguito il lavoro di mio papà Ottorino – ha approfondito Maria Elena Bacilieri, storica del Comune – abbiamo cercato le poche fonti, trovato testi e immagini che parlano di San Leo soprattutto in leggende e credenze popolari. La mostra avrà una struttura legata a tutti questi racconti». «Oltre alla storia – ha analizzato don Massimo Manservigi, Provicario Diocesi Ferrara – l’attaccamento della comunità, la devozione verso il Santo e le produzioni successive sono state il nostro motore. Abbiamo voluto valorizzare la tradizione popolare». (e.m.)

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