Pd e alleati: Palaspecchi sgombero con dignità
Documento unitario della maggioranza a favore del recupero: vale 40 milioni. Bocciati chi pone ostacoli «per interessi privati» e ogni ipotesi di demolizione
Per il recupero del PalaSpecchi mancano 5 milioni
FERRARA. Offensiva della maggioranza comunale sul Palazzo degli Specchi. Dopo aver subito per settimane gli affondi leghisti su sgomberi e demolizioni, i gruppi consiliari di Pd, Sel e Ferrara Concreta hanno presentato ieri un ordine del giorno nel quale, oltre a difendere il progetto di riqualificazione «che impiegherà risorse sul nostro territorio per circa 40 milioni», si parla esplicitamente di sgombero dagli abusivi. L’invito nei confronti dell’amministrazione comunale, infatti, è di «attuare di concerto con i soggetti proprietari, la Pubblica Sicurezza e il servizio sanitario, le azioni più adeguate affinché lo sgombero delle persone che hanno occupato abusivamente i locali avvenga nel più rigoroso rispetto della dignità delle persone stesse e della legge, con l’intento d’impedire che il problema si sposti in altra area della città». Il documento se la prende anche con «l’azione diretta ad impedire strumentalmente obiettivi di pubblico interesse», rigettando così ogni ipotesi di demolizione.
Il documento sottolinea che il centro direzionale, costruito tra il 1987 e il 1990 e di fatto mai utilizzato, «oggi è di fatto uno scempio per il quartiere dov’è inserito e per l’intera città, nonché per le problematiche igienico sanitarie e di sicurezza per i cittadini che in quell’area vivono e per le persone che abusivamente lo occupano». Rievocate anche i travagliatissimi tentativi di recupero, iniziate nel 2007, quando i nuovi proprietari Parnasi e l’amministrazione comunale lo inserirono nella Società di trasformazione urbana. Il Consiglio comunale approvò nel 2011 il Piano di recupero d’iniziativa pubblica con 24 voti a favore, 9 astenuti e nessun contrario, che prevede tra l’altro la costruzione di una palazzina da destinare a sede della Polizia municipale, la ristrutturazione del vecchio corpo edificato con residenze e commerciale. Sono entrati nel progetto la Cassa depositi e prestiti, Intercantieri Vittadello e Acer, oltre a Comune e la società dei Parnasi, per realizzare un «importante intervento di edilizia sociale». Con l’avvicinarsi della soluzione (peraltro più volte rinviata, la data è ora il 31 marzo), «da più parti si riscontrano azioni che sembrano voler ostacolare per interessi privati il recupero dell’area, senza una verifica reale di fattibilità, creando un danno per la collettività e mettendo a rischio l’accordo faticosamente raggiunto». Si cita il ricorso al Tar di Roberto Mascellani, il progettista che rivendita un «diritto d’autore» sull’edificio (peraltro senza la richiesta di sospensiva, dunque destinato ad essere discusso tra mesi), e la proposta dello stesso Mascellani di demolire l’edificio, atto che però «presuppone la volontà, non della Pubblica amministrazione, ma da parte della proprietà, che non è mai stata avanzata». (s.c.)
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