«Crisi Carife, visioni diverse sui perché»
Il segretario regionale Calvano parla delle divisioni Pd: il sindaco incolpa di più la vigilanza, altri gli ex amministratori
Tocca al segretario regionale Paolo Calvano tentare di tenere vicini e paralleli i binari divergenti sui quali sta viaggiando il Pd ferrarese sulla vicenda del salvataggio Carife. «Ma io vedo una compattezza enorme da parte del partito» dice anche nelle vesti di consigliere regionale.
Un concetto che va spiegato, dopo la polemica Bratti-Maisto e le fibrillazioni seguenti, non le pare?
«Ribadisco, vedo compattezza e anche un bel gioco di squadra da parte di tutti i suoi esponenti, da quelli più vicini al governo a chi lavora in Regione, al livello locale. Questo perché è ben chiaro l’obiettivo da perseguire, cioè la tutela dei risparmiatori e dei dipendenti. Ognuno sta utilizzando al meglio gli strumenti disponibili. Devo dire, però, che la vicenda è talmente grave e complessa da comportare visioni diverse sul perché siamo giunti a questa situazione. C’è chi pone un accento maggiore sulle responsabilità della vigilanza (e anche del governo, ndr), come il sindaco Tagliani, che ha anche firmato il ricorso al Tar. E c’è chi, ad esempio Vitellio, Marattin, io stesso, evidenzia che se in determinate fasi della storia della banca ci fosse stata maggiore attenzione da parte degli ex amministratori sulle operazioni che hanno elevato il grado di rischio della banca, non saremmo in queste condizioni. E non mi riferisco, sia chiaro, alla gestione Maiarelli, quando cioè i buoi erano già scappati dalla stalla».
La divaricazione, però, non riguarda solo l’analisi del passato. Divergono i giudizi sul Salva-banche, pure in tribunale, e ne conseguono strategie diverse su come tutelare i risparmiatori. O no?
«L’unico percorso aperto in tribunale è il ricorso al Tar della Fondazione, alla quale il sindaco sta dando una mano. L’esito è però incerto, dipende tutto dalle decisioni di un giudice. La certezza è invece rappresentata dall’arbitrato Cantone, sul quale ci sono 100 milioni di euro per i risarcimenti. Noi, e intendo il Pd di Ferrara, in Emilia Romagna e a Roma, poniamo un obiettivo: le risposte devono essere rapide. Se i decreti di cui si parla in queste ore vanno in quella direzione, sta bene».
Il nocciolo della questione resta però che i ferraresi rischiano di essere esclusi quasi in toto dai risarcimenti. Quali dovrebbero essere secondo il Pd i criteri di fondo?
«Non entro nelle questioni tecniche, posso dire che la priorità deve andare a chi ha investito in quei bond gli unici risparmi di una vita e a chi non ha avuto un buon grado d’informazione sul rischio. Faremo poi tutti gli sforzi possibili per aumentare la dotazione del fondo, premettendo che i 100 milioni vanno spesi interamente».
Tornando a Bratti-Maisto, non è la prima volta che il deputato sottolinea di essere stato poco sollecitato dal territorio. Da dove viene questa difficoltà?
«Tutti i democratici impegnati nelle istituzioni sono sensibili alle istanze del territorio: voglio dire, non viviamo da un’altra parte. Premetto che ognuno ha la sua sensibilità, a me personalmente viene naturale attivarmi per le questioni del territorio, non sono un marziano».
Un’ultima questione: ha ragione chi vede nello scontro Bratti-Maisto un’anticipazione delle primarie per il sindaco 2019?
«Ognuno di noi deve avere l’umiltà di riconoscere che c’è tanta zuppa da mangiare prima di arrivare al livello di Tagliani».
Stefano Ciervo
©RIPRODUZIONE RISERVATA
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