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il dopo 22 novembre

Effetto salvabanche sul Pd prima uniti poi disarticolati

Se il mondo si fosse fermato il 21 novembre il Pd ferrarese avrebbe incassato probabilmente dei consensi sulla vicenda Carife. Fino a quel giorno il recepimento della direttiva Ue sul bail-in da...

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Se il mondo si fosse fermato il 21 novembre il Pd ferrarese avrebbe incassato probabilmente dei consensi sulla vicenda Carife. Fino a quel giorno il recepimento della direttiva Ue sul bail-in da parte del Parlamento (Commissioni Finanza di Camera e Senato) e del consiglio dei ministri era stato letto come propedeutico all’ingresso del Fondo Interbancario nella banca ferrarese tramite la sottoscrizione dell’aumento di capitale di 300 milioni di euro deliberato dall’assemblea dei soci il 30 luglio su proposta dei commissari di Bankitalia.

Il decreto salvabanche emanato dal governo il 22 novembre ha sovvertito lo scenario esponendo il governo Renzi alle critiche e alla rabbia di azionisti e obbligazionisti e mettendo sulla graticola il Pd ferrarese, che nelle sue varie articolazioni (dal sindaco, al segretario regionale ai parlamentari) aveva operato per favorire la soluzione del Fitd. Da quel momento ad articolarsi sono state le posizioni. Eccone una breve rassegna.

24 novembre

Tiziano Tagliani:«Il diniego Bce alla operazione Fidt concordata la scorsa estate lascia l’amaro in bocca (...). I diktat europei avrebbero dovuto essere noti ben prima di illudere gli azionisti. Ci sono molti motivi per essere perplessi e amareggiati per la mancanza di rispetto dell’azionista Carife».

Paolo Calvano: «Il governo ha agito tempestivamente trovando una soluzione che non pesa sulle casse pubbliche. Restano delle perplessità sull’andamento ondivago di Bankitalia a causa del quale azionisti e obbligazionisti secondari potrebbero pagare un prezzo molto alto. Considerato lo specifico percorso ferrarese non vorrei che il definitivo epilogo della vicenda lasciasse, su questo punto, l’amaro in bocca».

29 novembre

Alessandro Bratti: «Su chi ha sbagliato mi sembra non ci siano dubbi: il managemente della Carife, presidentri e consiglieri di amministrazione (...) poi il governo qualche pasticcio l’ha fatto e il prodotto finale forse poteva essere migliore».

2 dicembre

Paolo Calvano: a proposito delle problematiche modifche del decreto salvabanche: «Senza illudere nessuno, i punti da affrontare sono due. Le obbligazioni subordinate, e l'eventuale differenziazione tra la situazione Carife e quella della altre tre. Si farà tutto il possibile avendo presente i vincoli posti da Bankitalia e dall'Europa, senza mettere a rischio il decreto, perché fermarlo sarebbe letale per le quattro banche».

31 dicembre

Luigi Marattin: «Il governo si sta impegnando al massimo, ma se si è giunti a questa situazione la colpa non è sua. E nemmeno di Bankitalia e della Consob. La Banca d’Italia ha evitato un fallimento che poteva avere ripercussioni ben peggiori per i clienti e i risparmiatori. Chi è stata truffa in questa vicenda, e verrà dimostrata la sua buona fede nell’acquisto di titoli, verrà risarcito e lo ha garantito anche il presidente Renzi. La colla di questa situazione è a monte, è di chi ha amministrato la banca in questi anni. Dico anche che bisognerebbe persguire chi ha insistito per vendere queste obbligazioni».

10 gennaio

Marcella Zappaterra: «In questi giorni come azionista Carife che ha perso il suo investimento e attuale correntista ho ricevuto una lettera della Nuova Carife che in un passaggio afferma: “la soluzione adottata dal governo ci assicura risanamento e continuità”. Non sono così ingenua da pensare che sarà facile, ma mi aspetto che per questa prospettiva tuttisi impegnino a partire da chi ha avuto responsabilità più o meno importanti nella gestione della banca».

26 gennaio

Luigi Vitellio: «Chi ha sbagliato deve pagare e i soldi vanno tutti restituiti ai cittadini truffati, tra di loro io non ho visto speculatori di Wall Street.

3 febbraio

Luigi Vitellio: «La gente chiede due cose, risarcimenti e verità. C’è in pista la la commissione d’inchiesta parlamentare per accertare le responsabilità del passato, mentre ai risarcimenti penserà l’arbitrato».

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