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«Per i predoni di pesce l’arresto fino a due anni»

«Per i predoni di pesce l’arresto fino a due anni»

La senatrice Bertuzzi: sì della Camera a pene severe contro il bracconaggio in fiumi e canali. Entro marzo l’approvazione definitiva dopo l’ok al collegato agricolo

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SERRAVALLE. Mercoledì la Camera dei deputati, nell’ambito delle votazioni sul cosiddetto collegato agricolo, ha approvato una nuova norma che punisce severamente la pratica illecita del bracconaggio ittico nelle acque interne. Un problema particolarmente sentito nel Ferrarese, dal Po ai tanti canali che attraversano il territorio.

«Estendere alla pesca illegale nelle acque interne le stesse pene previste per il mare è fondamentale nella lotta al bracconaggio ittico - evidenzia la senatrice Maria Teresa Bertuzzi, capogruppo Pd in Commissione Agricoltura a Palazzo Madama -. Il governo ha condiviso l'ordine del giorno che abbiamo presentato in aula in prima lettura del collegato agricolo e ha trovato sbocco nell'emendamento a prima firma Venitelli approvato ieri in Commissione Agricoltura alla Camera».

I responsabili di pesca illecita nei «nostri fiumi e dei nostri canali - continua Bertuzzi - , oltre a essere sanzionati con multe e confisca sia degli strumenti sia del pescato, potranno essere puniti con l’arresto da due mesi a due anni».

L'introduzione nell’ordinamento giuridico dell’arresto «per chi si rende responsabile di tale pratica illecita - sottolinea la senatrice copparese -, oltre alle sanzioni di sospensione delle licenze commerciali per chi, senza la dovuta cautela o volendosene approfittare, acquisti pescato di provenienza illegale, forniscono alle Regioni un nuovo importante strumento per contrastare il bracconaggio nelle acque interne. Con l'approvazione di questo emendamento, infatti, le regioni potranno adottare opportuni provvedimenti per legiferare in materia di bracconaggio nelle acque interne o integrare le disposizioni già previste a livello territoriale. Non tutte le regioni infatti hanno già provveduto come invece ha fatto l'Emilia Romagna. Il lavoro comunque non finisce qui; è fondamentale continuare il confronto con le istituzioni locali ed il coordinamento con i consiglieri regionali Calvano e Zappaterra, come abbiamo fatto in questi mesi. Il collegato andrà in aula alla Camera il 17 febbraio per poi tornare al Senato. L'approvazione definitiva avverrà sicuramente entro marzo».

«Quanto fatto e proposto in Emilia-Romagna per contrastare l’odioso fenomeno del bracconaggio ittico nei nostri canali - commentano i consiglieri regionali Paolo Calvano e Marcella Zappaterra -, grazie alla collaborazione tra enti locali, Regione, Parlamento e all’impegno del Pd a tutti i livelli, sarà il punto di partenza da cui prendere esempio in Italia. Stiamo lavorando per colpire il fenomeno del bracconaggio ittico dal momento in cui ci siamo insediati in consiglio regionale con tutti i mezzi a nostra disposizione e in un anno possiamo dire che abbiamo raggiunto obiettivi importanti».

«La maggioranza si è svegliata tardi sull’argomento – dicono per la Lega Nord il capogruppo regionale Alan Fabbri ed il consigliere Marco Pettazzoni – e la dimostrazione è la discussione del collegato sull’Agricoltura, che fa espressamente riferimento alla proposta di legge dell’onorevole Guido Guidesi (parlamentare del Carroccio; ndr)». E Fabbri e Pettazzoni ora si augurano «Ci auguriamo che il governo Renzi, proprio ora, non faccia marcia indietro sul nostro provvedimento, perché sarebbe una presa in giro per tutti i cittadini».

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