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parcheggi a pagamento

"Sosta col ticket a Cona? Meglio di no"

Uno scorcio dei parcheggi "selvaggi" all'ospedale di Cona
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Uno scorcio dei parcheggi "selvaggi" all'ospedale di Cona

Ferrara, le controproposte dei sindaci per l'ospedale: ore esenti, aumento degli spazi gratuiti, rinvio dell’applicazione dell’accordo con Progeste

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FERRARA. Aumentare i parcheggi attorno all’ospedale? Rinviare l’applicazione della sosta a pagamento? Offrire a Prog.Este ricavi alternativi agli incassi delle aree sottoposte a tariffa? Chiedere un intervento finanziario della Regione? Il dopo-Cona ha consegnato al Sant’Anna il ruolo di punto di riferimento provinciale per l’utenza ospedaliera. Da quando il trasloco da Ferrara è andato in porto, l’8 maggio 2012, una massa crescente di cittadini ha iniziato a frequentare le sue stanze e ambulatori, anche dai Comuni della provincia, in particolare dopo la razionalizzazione che ha comportato la chiusura di tre ospedali più piccoli (Bondeno, Copparo e Comacchio).

Così il «problema sosta», come lo definiscono senza giri di parole molti sindaci del territorio, diventa un rebus da sciogliere tenendo conto di due esigenze: la necessità di ridurre il disagio a carico dell’utenza e l’obbligo di rispettare un contratto sottoscritto. Non occorre sottolineare che quei due paletti tendono a spingere chi dovrà assumersi la responsabilità di trovare una soluzione verso direzioni opposte. Il più esplicito è il primo cittadino di Argenta, Antonio Fiorentini (Pd), che parte dalle scelte compiute nel Comune che amministra.

«Qui – sottolinea – ci siamo sempre rifiutati di far pagare i parcheggi, e non solo quelli dell’ospedale. Credo che quella scelta vada presa a fronte di miglioramenti incontestabili, ma non mi sembra che sia il caso dell’ospedale di Cona, dove è in ballo il rispetto di un contratto. Penso che la questione si possa affrontare reperendo risorse utili per aumentare il numero dei parcheggi attorno a quelli già esistenti, in modo fa offrire stalli gratuiti».
Un’ipotesi che lascia perplesso Piero Lodi (Pd), il sindaco di Cento. «Di fronte ad uno scenario di questo tipo penso che Prog.Este (il consorzio privato gestore, ndr) potrebbe sollevare questioni legali perché verrebbero modificate alcune delle condizioni originali che in qualche modo costituivano il fondamento di quel contratto – argomenta Lodi – Noi a Cento abbiamo introdotto la sosta a pagamento, ma per motivi molto diversi da quelli che “giustificano” il ricorso della sosta a tariffa a Cona». A Cento, ricorda Lodi, «dovevamo aumentare la rotazione perché l’ospedale è in città e i posti auto erano sempre occupati, anche da chi non usufruiva direttamente dei servizi dell’istituto di degenza. Capisco che possano esserci delle ragioni di bilancio e che i contratti vadano rispettati, ma forse è possibile uscire da un binario obbligato e cercare qualcos’altro da offrire a Prog.Este lasciando gratuiti i posti auto. Mi rendo conto comunque che si tratta di una questione spinosa da risolvere».

Barbara Paron (Pd), sindaco di Vigarano, punta il dito contro «la mancanza di alternative efficienti alla mobilità in auto. La decisione più logica sarebbe far scattare l’eventuale pagamento degli stalli dopo aver creato una rete efficiente di servizi pubblici di trasporto. Un’altra possibilità sarebbe lasciare un numero di parcheggi liberi, esenti da ticket». Il caso-Cona non ha lasciato indifferente neanche il sindaco Fabio Bergamini (Lega Nord), a Bondeno, Comune che negli ultimi anni ha perso l’ospedale “Borselli” (lascerà il posto ad una Casa della Salute e ad un ospedale di comunità).
«Non ho soluzioni sotto mano – dice – credo che agli amministratori che dovranno assumere questa decisione si possa chiedere di guardarsi intorno alla ricerca di alternative. Non voglio fare facile polemica su questo tema e non voglio nascondere che possono esserci dei vincoli alle scelte, penso però che la sanità imponga già costi piuttosto alti ai cittadini e un altro onere da aggiungere non è sopportabile. Spero che si riesca a trovare un modo per evitare altri costi a carico del pubblico».

Pure Nicola Rossi, che guida il municipio di Copparo, ha dovuto fare i conti con la soppressione del “suo” ospedale. «Non voglio entrare nelle pieghe del contratto fra Sant’Anna e Prog.Este - commenta - ma è chiaro che per i cittadini il pagamento della sosta a Cona sarebbe un disagio da aggiungere ad altri, come le difficoltà legate alla scarsità di servizi di trasporto pubblico che colleghino il territorio con il Sant’Anna. Non credo che si possa far finta di niente se esistono accordi che risalgono ad anni fa: sarebbe opportuno quantomeno coordinare l’applicazione di quella misura con la creazione di una rete più efficiente di trasporto pubblico (ad esempio dal metrò al taxibus).

Anche Eric Zaghini, sindaco di Berra, uno dei comuni “orfani” dell’ospedale di Copparo, è convinto che non si possa ignorare il contratto che lega Sant’Anna e Prog.Este, ma «si può ragionare su altre possibilità: una quota di sosta gratuita a tempo(una o due ore), una quota di parcheggi liberi da destinare all’utenza del pronto soccorso e delle terapie salvavita, una tariffa differenziata in base alla distanza. Bisognerebbe muoversi - conclude Zaghini - nella logica di cercare una via di mezzo». (gi.ca.)

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