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A Cona in bici in 40 minuti Sulla ciclabile che... non c’è

di Gian Pietro Zerbini
A Cona in bici in 40 minuti Sulla ciclabile che... non c’è

Viaggio con Migliori (Fiab) per scoprire come arrivare all’ospedale su due ruote Due opzioni e 4 condizioni basilari: avere tempo, salute, clima e un paio di stivali

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FERRARA. Andare all’ospedale di Cona in bicicletta? Potrebbe essere un’ulteriore alternativa tra i mezzi di trasporti, sicuramente la più economica, visto anche l’imminente entrata in vigore del pagamento della sosta per le auto. Ma è una soluzione fattibile o è solo un’utopia ambientalista?

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Per sciogliere l’arcano, con il prezioso contributo di Massimo Migliori del direttivo Fiab (Amici della bicicletta di Ferrara), una sorta di enciclopedia vivente dei tracciati ciclabili ferraresi, ci siamo fatti guidare per raggiungere l’ospedale seguendo il tracciato più in sicurezza per le biciclette.

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Bisogna premettere però che per scegliere la bici per andare al nuovo Sant’Anna bisogna che vi siano almeno 4 condizioni basilare: non avere fretta (in totale ci si impiega 40 minuti, andatura tranquilla senza dover correre la Milano–Sanremo, tempo che è circa il triplo di quello che ci si impiega in auto), il ciclista poi deve essere in salute e un po’ allenato per percorrere venti chilometri tra andata e ritorno; si deve per terza cosa poi augurare che il clima non faccia le bizze, perché sia il vento forte che la pioggia battente creerebbero disagi e rallentamenti di marcia.

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Infine, ma questo riguardo l’equipaggiamento, è consigliabile calzare un paio di stivali o scarponcini perché negli ultimi duecento metri che separano il canale Sant’Antonino dalla rotatoria di ingresso all’ospedale, bisogna scendere dalla bici e fare ciclocross tra il fango della campagna, visto che in confronto il pavè della Parigi-Roubaix sembra un’autostrada appena asfaltata.

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Ma entriamo nel dettaglio del viaggio all’ospedale di Cona in bici, che ha visto la partenza ieri alle 11.55 in piazza Cattedrale. Superando non senza difficoltà il mercato di corso Porta Reno, il tracciato ciclabile del sottomura di Baluardi - entrando da Porta Paola - è quello consigliato, però quando si sbuca in via San Maurelio è meglio evitare di attraversare il ponte di San Giorgio, per proseguire per via Colombarola e attraversare il Po di Volano invece dal ponte di via Caldirolo.

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Attenzione anche alla rotatoria successiva che immette sulla via Comacchio, una volta raggiunta però si può percorrere la pista ciclabile in sicurezza fino alla rotatoria della Conad. Da lì, uno non può sbagliare, si imbocca via Fabrizio De Andrè, arrivando al sottopasso ferroviario di via Tambroni e da qui si percorre via del Parco. A un cento punto sono due le opzioni: una attualmente meglio percorribile, leggermente più lunga, prevede l’attraversamento di Aguscello fino al bivio con via Boccale.

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L’altra invece, più a nord, è la strada della prossima ciclabile che costeggia da basso via Comacchio. Una strada, quella sottostante, però, che è interrotta e per quattrocento metri bisogna percorrere la trafficata strada principale e la si raggiunge con un altro capolavoro di ciclocross, bisogna salire su un ripida scala tenedo in spalla la bici.

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Anche per questo motivo, secondo l’esperto della Fiab, è consigliabile invece percorre via Boccale, tra l’altro itinerario cicloturistico verso Voghiera e Ostellato e lambire la superstrada Ferrara-Mare fino a via Fiaschetta e da qui si costeggia il canale. In prossimità del ponte incomincia il tratto tortuoso da Camel Trophy fino alla rotatoria.

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La pista ciclabile per l’ospedale, nei programmi dell’amministrazione comunale, già da quest’anno dovrebbe proprio cominciare da lì, per sanare questa situazione da “stivali” cui devono sottoporsi i ciclisti per arrivare a Cona da Ferrara.

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Il tragitto su due ruote è sicuramente piacevole, terapeutico e immune dalle prossime spese di parcheggio, però ci sono le quattro condizioni sopracitate che ne disciplinano e limitano l’utilizzo. Ma il peccato originale è un altro. E lo sappiamo bene, al pensiero che una volta all’ospedale ci si andava con la bici in 4 minuti e adesso in 40.

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