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«I soldi dai commissari li vogliamo davvero»

«I soldi dai commissari li vogliamo davvero»

I sindacati aziendali: «Insieme a ex e nuovo cda e consulenti devono fare la loro parte di sacrifici»

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«Non è una provocazione, quei soldi dei commissari li chiediamo sul serio». I sindacati aziendali di Nuova Carife (Fabi, First-Cisl, Fisac-Cgil, Ugl e Uilca) hanno spedito una lettera aperta a Banca d’Italia e a Roberto Nicastro, il presidente del cda di Nuova Carife per chiarire una punto importante: «La proposta, che abbiamo formulato, di destinare parte dei compensi degli organi commissariali, amministratori e consulenti di Vecchia e Nuova Carife a parziale ristoro degli obbligazionisti ed a riduzione dei sacrifici dei dipendenti, non va intesa come una provocazione. Essa - scrivono i cinque sindacati - risponde ad una logica di correlazione tra misura dei compensi e risultati di gestione, che da tre anni a questa parte sono ascrivibili alla responsabilità» a chi ha retto la banca dal 2013 in poi.

Per i sindacati è una questione di equità: i lavoratori «sostengono da anni sacrifici economici importanti per contenere i costi aziendali, pur non portando responsabilità per le cattive gestioni passate» e quindi è giusto che ora ,«il peso dei sacrifici venga distribuito e condiviso con chi ha gestito la banca negli ultimi trentatre mesi; a maggior ragione se si considera il tradimento delle aspettative comuni ai vari stakeholders, realizzato dagli eventi occorsi dopo il 30 luglio 2015 e culminati nel decreto del 22 novembre 2015».

C’è un avviso - non di pagamento ma di visita - diretto a Nicastro. Se non arriveranno segnali concreti per aprire il negoziato per «la rimodulazione delle ore non lavorate, con rilevanti ricadute organizzative che ostacolano un pieno ed efficace rilancio di Nuova Carife», i sindacati passeranno dalle parole ai fatti «e giovedì 18 febbraio dalle 11.30 saremo a Roma, intenzionati ad incontrare il presidente Nicastro». per «inaugurare quelle proficue relazioni industriali che lo stesso Presidente aveva garantito nell’incontro del 12 gennaio». Quanto all’Open Day di stamattina (14 agenzie aperte sabato mattina) i sindacati puntualizzano la posizione: «La nostra diffida non intendeva stigmatizzare l’iniziativa, che anzi ci auguriamo risulti utile ed efficace, ma rilevare che è stata organizzata senza una preventiva condivisione formale e sostanziale, a conferma della assenza di corrette relazioni sindacali».

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