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Progetto Di aeca e città del ragazzo

Oro, reinserimento lavorativo delle persone con disabilità

Oro, reinserimento lavorativo delle persone con disabilità

“Oro” è un importante progetto di inserimento occupazionale per persone che hanno acquisito una grave disabilità durante la loro vita. Prezioso come l'acronimo, Oro (Opportunità Reinserimento...

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“Oro” è un importante progetto di inserimento occupazionale per persone che hanno acquisito una grave disabilità durante la loro vita. Prezioso come l'acronimo, Oro (Opportunità Reinserimento Occupazionale) è partito nel 2012, ed è stato realizzato a livello regionale da Aeca, Associazione emiliano romagnola Centri Autonomi, con il coinvolgimento di quattro province, di cui Ferrara è la capofila: Bologna, Modena, Forlì/Cesena. I risultati del progetto verranno illustrati nel corso di un convegno martedì 16 alla Città del Ragazzo, un centro di eccellenza nell'inserimento lavorativo di adolescenti e adulti. Tramite la collaborazione tra Città del Ragazzo e Centro Riabilitativo San Giorgio, il progetto ha raggiunto importanti obiettivi. Giuseppe Sarti, che dirige l'ente di formazione, spiega in conferenza stampa che «il progetto prevedeva la presa in carico di 250 persone, ne abbiamo in realtà coinvolte 205. Di questi, 143 sono entrati in percorsi professionalizzanti, 58 hanno avuto opportunità occupazionali, e si è registrato un 35% di presenze femminili. Il grado di soddisfazione degli utenti è del 90%. Il nostro obiettivo è realizzare laboratori per persone con disabilità, per le quali l'occupazione sia un impegno quotidiano. Spesso le abilità di queste persone sono gravemente compromesse, per cui l'idea era di creare un abbassamento nella soglia di ingresso del lavoro, ma che fosse un'occupazione a tutto tondo». All'interno del centro Città del Ragazzo sono stati creati tre laboratori: di corniceria, di candele artigianali e di arnie in legno, mentre a Baura, presso la cooperativa Integrazione lavoro, ne è stato creato uno di lana cardata. Interessanti anche le attività realizzate fuori provincia: a Bologna è nata una mensa gestita da persone disabili, a Modena un'attività di telelavoro, a Forlì si è registrato il maggior risultato occupazionale, con 14 assunzioni nelle cooperative di lavoro. «L'idea è che tutti possono dare un contributo alla comunità in cui vivono, perché tutti hanno qualcosa da dare», conclude Sarti. Franco Iannelli ha sottolineato come sia stato importante per Aeca far partire tre anni fa il progetto. Tramite la collaborazione tra le 4 province coinvolte, si è giunti a lavorare su modelli condivisi dagli operatori. È prevalsa l'ottica del lavoro in sinergia, «non solo per creare strumenti di lavoro, ma anche per monitorare gli interventi e la forza lavoro», conclude Iannelli. Secondo l'assessore alla salute Chiara Sapigni, «l'ottica è quella di non isolare le persone, di non creare luoghi chiusi, ma riuscire a integrarle il più possibile nel settore produttivo».

Veronica Capucci

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