Premiati in Senato e al Miur gli studenti del Dosso Dossi
Gli studenti del liceo artistico Dosso Dossi che fa parte dell’Istituto Aleotti, accompagnati da alcuni professori, sono stati premiati come vincitori del concorso nazionale "10 febbraio", al Senato,...
Gli studenti del liceo artistico Dosso Dossi che fa parte dell’Istituto Aleotti, accompagnati da alcuni professori, sono stati premiati come vincitori del concorso nazionale "10 febbraio", al Senato, a Palazzo Madama, per un lavoro eseguito nell’ambito della Giornata del ricordo. Il gruppo - guidato dalla docente di Filosofia Nicoletta Guerzoni e composto da Emma Guerrato, Francesco Moretti e Federico Grassilli ha presentato il lavoro che si è aggiudicato la "Menzione speciale". La motivazione, letta in Senato, così recitava: «Con inedita originalità viene proposto il Numero del 27 luglio 1914 dell'Osservatore Triestino, edizione mai uscita, in cui si immagina che il proclama di Francesco Giuseppe sia stato steso con una vocazione pacifista e distensiva. Pregevole esempio di storia controfattuale, anche per l'alta qualità dello stile grafico e della cifra linguistica».
La cerimonia si è svolta mercoledì scorso in occasione delle celebrazioni del Giorno del Ricordo e la premiazione si è svolta alla sede del Ministero dell'istruzione in viale Trastevere in Roma. Tutti i gruppi partecipanti hanno ricevuto un attestato di riconoscimento ed hanno avuto l'occasione di presentare alla Commissione e alla platea i propri lavori esponendo le motivazioni, il percorso e gli obiettivi che hanno caratterizzato le loro proposte progettuali. Ha condotto l'evento il direttore generale Miur Carmela Palumbo ed erano presenti anche la professoressa Caterina Spezzano e la collega Elena Depretoni, curatrici del concorso.
Il gruppo ferrarese ha ricevuto a Palazzo Madama la targa di premiazione dalle mani del presidente del Senato Pietro Grasso, presente il Ministro dell'istruzione Stefania Giannini e con il presidente ANVGD Antonio Ballarin. Nel secondo momento della cerimonia, svolto presso il Miur il gruppo ha illustrato i principi alla base del loro lavoro: «Abbiamo parlato della strettissima relazione che lega la veste grafica e linguistica dell'articolo, da noi realizzato, con i drammatici fatti dell'epoca. Abbiamo evidenziato soprattutto il grosso sforzo di rileggere quella parte di storia, che è stata stravolta per immaginare una Europa in pace». Poi, commentando la cerimonia, il gruppo ferrarese ha spiegato che «ciò che i fatti consumati in quelle regioni, tristemente note come "terre irredente", raccontano e rappresentano una delle pagine più buie e drammatiche della storia del nostro Paese, tanto che una delle parole più usate durante la cerimonia è stata "Vergogna"». E una volta ritornati a Ferrara, ecco la riflessione -motivazione del dopo concorso: « Siamo studenti di un Liceo artistico italiano e l'arte per noi rappresenta certamente una fonte di interesse e di passione, ma sappiamo quanto essa sia in realtà lontana da ciò che riguarda la pura valenza estetica delle cose». «Essa - continua la riflessione - è per prima cosa un patrimonio, che viene tramandato a partire dalla volontà del singolo di affermarsi come persona e di donare alla società ciò che la caratterizzerà come popolo di una nazione». «L'arte è di ogni cittadino e, indipendentemente che sia essa un'abilità artigianale o una dote espressiva, viene inevitabilmente a costituire uno specchio dell'anima di ognuno ed è quindi tramite essa che diventa possibile dichiarare nel modo più sincero possibile quella che è la propria identità. Per questo motivo alla negazione dell'identità segue sempre la morte della personalità artistica dell'individuo, intesa come la facoltà di esprimere la propria autentica essenza. L'arte è bellezza, ricchezza, commedia, vita. La guerra è bruttura, misera, tragedia, morte».
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