«Se le trivelle sono ferme il merito è del Comune»
Copparo, il sindaco Rossi difende le scelte della sua giunta e replica alle critiche Le minori prerogative degli enti locali e una certa confusione normativa
COPPARO. A passare per essere uno che non si muove, il sindaco di Copparo, Nicola Rossi, proprio non ci sta. Le accuse di immobilismo nella vicenda delle trivellazioni vengono rigettate con forza dal sindaco, che commenta la vicenda assieme all’ingegnere capo del Comune Francesca Trazzi.
«Se le trivellazioni non sono ancora avviate, è solo per l'opposizione del Comune - dice subito Rossi - che ha agito nelle sedi istituzionali opportune. Oltre tutto, la situazione, rispetto alla fine dello scorso anno, è cambiata di molto. È cambiata la società che ha preso in carico le trivellazioni (non è più la North Sun, che ha ceduto il ruolo ad un'altra società, la AleAnna che faceva parte della cordata ed ora invece la guida, ndr), e ci sono tutta una serie di passaggi istituzionali che noi abbiamo seguito scrupolosamente e nei tempi giusti. È così per Gradizza e sarà così per Zanza».
L'impressione è che non si possa comunque fermare la trivellazione, essendo inserite queste attività in quelle strategiche, su cui interviene lo stato ed in parte la Regione, ma non l'ente locale: «L'ente locale è chiamato a fare arrivare le sue indicazioni e deduzioni, e noi lo abbiamo fatto - dice ancora Rossi - . C'è molta confusione sulle trivellazioni, ma noi dobbiamo essere coerenti e puntuali».
«Va considerato che - ha poi aggiunto l'ingegnere Trazzi - problema più grande sarebbe la subsidenza, data la natura alluvionale del territorio. Ma attenzione: una cosa è l'estrazione di gas “secco”, da una sacca – giacimento a profondità elevata; altra cosa, invece, è l'estrazione di acqua metanifera da giacimenti superficiali (come quelli di Ambrogio, ma anche in altre parti del comune), che potrebbe incidere molto di più sulla subsidenza. Nel territorio, negli anni passati, si estraeva acqua metanifera , e ci si è fermati proprio perché era evidentemente responsabile di subsidenza. Un'evoluzione del genere, per una sacca ad alta profondità, è molto improbabile». «Dagli studi - ha ripreso di seguito il sindaco - risulta che le quote di estrazione saranno talmente basse da non comportare royalty (che andrebbero comunque in gran parte allo Stato ed alla Regione; ndr). Per cui il Comune può battagliare soprattutto sul rispetto e la salvaguardia del territorio e dei suoi abitanti. E quindi ci siamo battuti per la garanzia di restituzione nelle condizioni precedenti, per evitare i disagi per il traffico ed i lavori. In più - è sempre Rossi a parlare - proprio per i problemi di subsidenza, abbiamo ottenuto di piazzare una serie di sensori in accordo con il Consorzio di Bonifica».
Alessandro Bassi
©RIPRODUZIONE RISERVATA
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