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«Bene togliere l’Imu ma sono aumentati i redditi per l’Irpef»

«Bene togliere l’Imu ma sono aumentati i redditi per l’Irpef»

I pro e contro introdotti con la nuova legge di stabilità Il punto di Germano Zecca di Confagricoltura Ferrara

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La legge di Stabilità 2016 ha introdotto numerose novità. Abbiamo fatto il punto con il responsabile dell'Ufficio Tributario di Confagricoltura Ferrara Germano Zecca su quelle di maggior interesse per il mondo agricolo. «La disposizione di maggior rilievo - spiega - è senz'altro l'eliminazione dell'Imu per i terreni agricoli posseduti e coltivati da Coltivatori Diretti e da Imprenditori Agricoli Professionali iscritti nella previdenza agricola. Con l'uscita di scena dell'Imu su detti terreni entra però in campo l'Irpef sul relativo Reddito Dominicale, ma nel cambio il risparmio è comunque percentualmente rilevante. Di segno opposto, invece, sono gli aumenti del 30% dei Redditi Agrari e Dominicali ai fini dell'Irpef, che non dovrebbero però riguardare i Cd e gli Iap, anche se sul punto si attendono conferme ufficiali. Per entrambe le categorie di imprenditori agricoli una nota positiva arriva dalla soppressione dell'Irap per l'attività agricola primaria, quella che in precedenza già godeva dell'aliquota agevolata dell'1,9%».

«C'è una categoria di contribuenti che esce maggiormente penalizzata dalla legge di Stabilità 2016 - prosegue Zecca - quella dei proprietari di terreni concessi in affitto. Per loro, semaforo rosso sul fronte dell'esenzione Imu e aggravio Irpef sul Reddito Dominicale, che non potendo godere dell'effetto sostitutivo Imu/Irpef in seguito ad un'assurda interpretazione dell'Agenzia delle Entrate che mette sullo stesso piano gli affitti dei terreni e le locazioni dei fabbricati, aumenterà del 30%. Purtroppo non si tiene conto che mantenendo questa impostazione, si continuerà a disincentivare il ricambio generazionale di un settore già molto “over”. Sul fronte delle buone notizie è da segnalare la stabilizzazione a regime del sistema di tassazione dell'agroenergia da fonti rinnovabili agroforestali e fotovoltaiche, già vigente a titolo provvisorio per gli anni 2014 e 2015. Si tratta di un regime di tassazione che, prevedendo un forfait del 25% abbinato all'esenzione Irpef per ampie franchigie di produzione e per gli incentivi, consente di ridurre notevolmente il carico fiscale rispetto a quello che sarebbe dovuto essere secondo la stesura originaria della norma. Una disposizione negativa è rappresentata invece dall'aumento del 25% dell'Imposta di Registro, l'aliquota passa infatti dal 12% al 15% per l'acquisto di terreni da parte di soggetti che non sono Cd o Iap. Si tratta di un aumento abnorme". «È evidente - conclude Zecca - che con la legge di Stabilità 2016 il legislatore ha intrapreso un'azione di riduzione generalizzata della pressione tributaria incidendo proprio sulla tassazione patrimoniale, ma la strada da percorrere resta ancora molto lunga e tortuosa. Confagricoltura ritiene di primaria importanza l'alleggerimento della tassazione che colpisce il settore maggiormente patrimonializzato, quello agricolo, che non può prescindere dall'abolizione dell'Imu per tutti i terreni agricoli, e rivolgerà ogni sforzo al raggiungimento di questo obiettivo».

Andrea Tebaldi

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