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L’embargo della Russia crea problemi

«Numeri sconfortanti che confermano come l'agroalimentare sia il settore più pesantemente colpito dall'embargo russo». Così si esprime Paolo De Castro, europarlamentare del Partito Democratico e...

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«Numeri sconfortanti che confermano come l'agroalimentare sia il settore più pesantemente colpito dall'embargo russo». Così si esprime Paolo De Castro, europarlamentare del Partito Democratico e membro della Commissione Agricoltura, a commento dei dati presentati recentemente da Confagricoltura Emilia-Romagna sulle perdite del comparto agroalimentare regionale a seguito del blocco imposto dalla Federazione Russa come ritorsione alle sanzioni economiche dell'Unione europea per la crisi ucraina. «Dal fronte europeo - evidenzia De Castro -, il presidente della Commissione Ue, Jean-Claude Juncker, sta cercando di normalizzare le relazioni commerciali con la Russia e, lo scorso dicembre, ha scritto una lettera a Vladimir Putin per riaprire il dialogo. Anche sul versante italiano il Governo sta lavorando per evitare il prolungamento delle sanzioni e lo stesso presidente del Consiglio Matteo Renzi si è adoperato per evitarne il rinnovo automatico». «Per via dell'embargo - prosegue De Castro - l'agroalimentare europeo ha già perso 5,2 miliardi di euro di export e, in questo quadro, le produzioni italiane ed emiliano-romagnole in particolare continuano a essere profondamente danneggiate. Le quote di mercato che solo fino a qualche anno fa appartenevano ai nostri prodotti sono, infatti, già state conquistate da merce falsa o da altri paesi». «L'auspicio - conclude De Castro - è che i tentativi dell'esecutivo Ue vadano a buon fine e vengano ripristinati quanto prima i rapporti commerciali preesistenti».Se fra il 2009 e il 2013 la crescita delle esportazioni italiane verso la Russia aveva ottenuto un positivo +119%, l'embargo alle importazioni di molti prodotti agricoli e agroalimentari imposto dalla Federazione Russa ha interrotto bruscamente questa crescita. Il nostro Paese, in seguito all'embargo, ha subito una pesante riduzione delle esportazioni che si rischia di attestare intorno ai 240 milioni di euro/anno. (a.t.)

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