Mille anni di devozione per onorare San Leo
VOGHENZA. Mille anni di devozione. Nella chiesa di Voghenza dedicata a San Leo da dieci secoli, si è aperto ieri pomeriggio l’anno del Millenario del santo scalpellino giunto col carro imperiale di...
VOGHENZA. Mille anni di devozione. Nella chiesa di Voghenza dedicata a San Leo da dieci secoli, si è aperto ieri pomeriggio l’anno del Millenario del santo scalpellino giunto col carro imperiale di Enrico II e più ripartito. La chiesa era gremita di fedeli, autorità e amministratori nonché sacerdoti delle comunità ferraresi e montefeltrine, guidate dai due vescovi, monsignore Luigi Negri per Ferrara-Comacchio e monsignore Andrea Turazzi per San Marino-Montefeltro. La particolarità, sottolineata dallo stesso Negri al termine della funzione solenne, riguarda le origini dei due prelati: ferrarese per Turazzi, montefeltrina per Negri. «Non so se tra mille anni vi potrà essere tale coincidenza: di certo è una grande grazia che il Signore ha concesso». Dopo la processione con cui è stata aperta la funzione, il sindaco Chiara Cavicchi (presente insieme al collega di San Leo, Mauro Guerra, con cui sta proseguendo l’esperienza di lavoro per l’anniversario, e la collega Sabina Mucchi per Fiscaglia, ha letto il saluto di Monsignore Fisichella, reggente della cattedra vescovile di Voghenza, assente per impegni romani legati al Giubileo. La messa è stata accompagnata dal Coro di San Leo, con una rappresentanza tra il pubblico arrivata dalla cittadina romagnola e da San Marino. «San Leo e il fratello San Marino – ha detto il vescovo Negri – sono fondatori della Chiesa e costruttori di socialità. Il senso degli anniversari è dato dalla vita del Santo che oggi aiuta a costruire la fede».
Anche Monsignor Turazzi ha voluto salutare le comunità unite dopo quella traslazione millenaria: «Le reliquie dei Santi - ha detto - contese, inseguite, volute. Tutti ne vorrebbero un pezzo. Proviamo a fare un dono alla Chiesa: ognuno di noi diventi Santo».
Alla questione della contesa delle reliquie, su cui si è basato il gioco finale, Negri ha chiuso l’intervento dicendo che «io e don Andrea faremo di tutto perché nessuno si senta defraudato». Infine, dopo il ringraziamento della sindaca Cavicchi, il collega Guerra ha dato appuntamento alla comunità ferrarese a San Leo il prossimo 1 agosto.
Enrico Menegatti
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