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CINEMA

Quando i perfetti sconosciuti si riconoscono dallo smartphone

di GIAN PIETRO ZERBINI
Quando i perfetti sconosciuti si riconoscono dallo smartphone

Sette personaggi diretti da Paolo Genovese in una sorta di cena delle beffe

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Perfetti sconosciuti


Un film di Paolo Genovese. Con Giuseppe Battiston, Anna Foglietta, Marco Giallini, Edoardo Leo, Valerio Mastandrea, Alba Rohrwacher, Kasia Smutniak. Commedia, durata 97 minuti – Italia, 2016.

 

 L’input arriva da una frase di Gabriel Garcia Marquez secondo cui ognuno ha una vita pubblica, una privata e una segreta. Un’affermazione che ha colpito il regista Paolo Genovese al punto da elaborare un’intrigante commedia basandola proprio sull’ultimo aspetto, quella della vita segreta. Prima era quasi inespugnabile, custodita gelosamente in un angolo recondito di ciascuno, adesso invece molti segreti si trovano negli smartphone, rinchiusi in una piccola sim che contiene messaggi, app e chiamate a volte insospettabili.

Sette amici si incontrano una sera per parlare e alla fine, dopo un gioco al massacro, si troveranno dei perfetti sconosciuti. Il tutto nasce dall’idea di rendere pubblico il contenuto degli smartphone e quando si aprono le scatole nere ci saranno sorprese scomode e pesanti. L’incontro conviviale si trasforma ben presto in una cena della beffe, anche se Blasetti e il dramma storico di Sem Benelli sono pura archeologia, in quanto il film è molto concentrato sul presente, con una piece tipicamente all’italiana dove si inquadrano le mode, i tic e i mali del nostro tempo, primo fra tutti l’esasperato uso dei cellulari.

Genovese ha confermato molti attori già visti nel brillante “Tutta colpa di Freud” e mette insieme sette personaggi in un interno notte particolarmente teatrale, dove a poco a poco iniziano a scoprirsi le carte, ad aprirsi le personalità a delinearsi degli aspetti imprevedibili. Genovese, come anche nel doppio “Immaturi”, è bravo nel dirigere commedie corali, puntando più sul gioco di squadra che all’assolo dei singoli; anche qui non c’è un mattatore ma ognuno offre un contributo determinante.

Amici che sono in realtà perfetti sconosciuti, ma non è solo colpa del cellulare. Come tradizione il regista si affida ad un brano musicale per marchiare il film e questa volta a cantarlo è una sempre convincente Fiorella Mannoia.

Gian Pietro Zerbini

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