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«Attento alle esigenze della gente»

«Attento alle esigenze della gente»

Chi lo ricorda come brillante comunicatore e come prof alla Tasso

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Con don Umberto se ne va un altro pezzo di storia della città. Un uomo di profonda cultura, attento alle esigenze della “sua” gente, disponibile e sempre pronto a scherzare.

«È sempre stato molto disponibile con tutti - lo ricorda Barbara Bonazzi -. Era un parroco con cui si aveva un grande rapporto di familiarità. Apparteneva a quella generazione onesta e tutta di un pezzo. Quando andava a chiedere qualcosa agli amici imprenditori lo faceva per la sua comunità, per migliorare e per migliorarsi, e aveva una sola parola».

Anche Fausto Facchini, come presidente di Circoscrizione, lo ricorda come “una persona con la quale spesso si discuteva, ma era un grande punto di riferimento. Era un positivo e uno sportivo. Ricordo gli anni dei ritiri della Spal quando si presentava in abiti da tutti i giorni e ci conosceva tutti. Politicamente non andavamo d'accordo, ma ci volevamo bene a prescindere. Ci mancherà molto».

Gabriele Achilli, suo collega alla scuola media Tasso per oltre un ventennio, lo ricorda come «un grande amico e un'anima libera. Un uomo dal carattere esuberante, sempre con il sorriso sulle labbra, che per i suoi ragazzi ha sempre fatto di più, un consigliere onesto e disinteressato per i suoi colleghi. Memorabile era la festa cui diede i natali, quella “Dal Cisòl” dove con i bimbi della scuola andavamo a fare dimostrazioni di karate. Con lui abbiamo fatto per anni i soggiorni di scuola - sci, ed era un grande animatore, un uomo di compagnia che metteva sempre i suoi giovani e la sua comunità al di sopra di tutto. Mi diceva fiero: «Nella mia parrocchia non ci sono drogati».

Se c'era una festa a scuola lui era sempre in prima fila perché gli piaceva stare assieme ai ragazzi che lo ricordavamo come “il prete in Porsche”. Era ben voluto e rispettato da tutta la classe politica e proprio per il suo carattere sapeva muoversi con eleganza.

Lina Patrocnici Bonazzi lo ricorda da quando aveva le figlie, Barbara e Beatrice, alle elementari: «Andavamo a fare la settimana bianca con lui a Passo San Pellegrino e siamo stati anche in missione a Mosca. Era anche un gran burlone, solare e gentile. Un amico di famiglia».

Anche chi vi scrive ha avuto la fortuna di conoscerlo, come amico, come parroco e come insegnane a scuola alla Tasso, quando impartiva, come dicevamo noi allievi scherzosamente, la sua benedizione “Umbi et Orbi”. Un grande amico se ne va e con lui un grande uomo e un grande sacerdote. «Ciao Umbi, guardaci tu da lassù ora».

Federica Achilli

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