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la polemica sulla sosta

«Tariffe fuori mercato, così sono troppo alte»

Gioele Caccia
«Tariffe fuori mercato, così sono troppo alte»

Ferrara, i parcheggi a pagamento all'ospedale di Cona sollevano i dubbi anche dei parlamentari. Alessandro Bratti e Paola Boldrini (Pd) chiedono di rivedere le ipotesi al ribasso

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FERRARA. «Cifre insensate. Anche al parcheggio Kennedy, in centro storico, si paga di meno...». Le tariffe proposte da Prog.Este, il consorzio privato a cui è affidata per contratto, e per 30 anni, la gestione dei parcheggi dell’ospedale Sant’Anna, sono indiscutibilmente «fuori mercato» secondo il tagliente giudizio del deputato ferrarese Alessandro Bratti.

Il caso della sosta a pagamento attorno al polo di Cona è stato commentato in questi giorni da tutti i livelli amministrativi senza che la proposta incontrasse l’appoggio di chi di volta in volta veniva interpellato.

Perplessi o contrari si sono dichiarati molti sindaci del territorio, che hanno proposto varie alternative o correttivi, dall’aumento degli spazi di sosta gratuiti al rinvio dell’applicazione dell’accordo, alle tariffe differenziate, agli sconti per fasce orarie, all’accesso libero e gratis per tutti. Reazioni critiche sono arrivate anche dalla Provincia e dalla Regione. Quasi una levata di scudi generale, anche se in molti sottolineano che la sottoscrizione, dieci anni fa, di un contratto di project financing tra il Sant’Anna e le imprese che hanno partecipato con fondi privati alla costruzione dell’ospedale rende piuttosto complesso, anche dal punto di vista legale, un intervento di “aggiornamento” delle regole.

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La questione non ha lasciato indifferenti neanche i parlamentari estensi. Bratti mette subito in chiaro un dato: «Sono stato sempre un sostenitore della formula che prevede un costo per chi occupa il suolo pubblico e so anche che a Cona è stato stipulato un contratto di project financing che prevede la sosta a tariffa, alla quale non sono contrario in linea di principio».

È vero però, prosegue il deputato, che «alcune infrastrutture che avrebbero dovuto essere già disponibili per agevolare l’utenza non esistono o quasi: dalla pista ciclabile al metrò. E da solo l’autobus, che non è comunque il mezzo più veloce, non è sufficiente». Il corollario è che se non si può uscire dalla logica del ticket per la sosta («ma forse a suo tempo il project financing poteva essere concordato in modo diverso») il «costo orario e giornaliero proposto rende quel parcheggio, situato ad alcuni km dalla città e in un luogo dove non c’è alternativa per la sosta, eccessivamente caro. Su quella proposta bisogna trattare e renderla più accettabile, così non lo è». E la vede più o meno allo stesso modo anche la collega Paola Boldrini, che ricorda «come la metropolitana di superficie, quando l’ospedale di Cona è ormai aperto da più di tre anni, non consente di raggiungere il Sant’Anna con una frequenza di corse adeguata».

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A suo avviso «si dovrebbero individuare categorie di utenza esenti dal ticket (una condizione già riconosciuta dalla proposta Prog.Este per dipendenti, dializzati, disabili, pazienti del pronto soccorso etc., ndr) ma anche ridiscutere i costi orari e giornalieri che, per come sono state presentati dalla stampa, sembrano molto alti. In città ci sono parcheggi dove si pagano 2 euro al giorno, perché a Cona devono essere 5,50?».

In sostanza si dovrà trovare un equilibrio praticabile che tenga anche conto di alcuni vincoli, «come la presenza di un contratto, per evitare che l’esigenza di agevolare l’accesso si traduca in un boomerang con ulteriori oneri legati a contenziosi legali che drenerebbero risorse dall’attività istituzionale svolta a favore dell’utenza sanitaria».

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