Archivisti, ministero condannato
Il tribunale dà ragione allo storico Guarnieri, dipendente del Mibact
Alla fine, e dopo tanti ma tanti anni come accade spesso in Italia per le cause giudiziarie, Davide Guarnieri, storico e archivista, nonchè dipendente del ministero dei beni culturali ha vinto la causa contro lo stesso suo datore di lavoro, il Mibact e il ministro Dario Franceschini, ferrarese come lui. Una causa per la quale il giudice del lavoro di Ferrara, Alessandro D’Ancona, ha sentenziato dando ragione a Guarnieri: perchè seppur giuridicamente assunto come archivista di Stato, dal punto di vista economico (era entrata nel frattempo la legge Brunetta, coi tagli a spese pubbliche) gli era riconosciuto il livello retributivo più basso di assistente amministrativo. Ma Guarnieri e come lui oltre una 30ina di archivisti in tutta Italia hanno attivato cause nelle rispettive sedi del tribunale del luogo di lavoro e quello di Guarnieri è il primo processo a conclusione. «Io e i miei colleghi stiamo facendo tutto questo solo per principio, l’aspetto economico pur importante non è rilevante (si parla di poche migliaia di euro, ndr)». Il giudice d’Ancona ha condannato il ministero alle spese processuali, 2.700 euro e ordinato al Mibact di pagare a Guarnieri la differenza, non percepita, tra i due livelli retributivi, tra archivista e impiegato.
La sentenza depositata nei giorni scorsi potrebbe diventare un precedente in materia, visto che come spiegava ieri Guarnieri sono pendenti le cause dei colleghi a Roma, Ravenna, Bologna e oggi a Napoli. L’inghippo ruota attorno ad un concorso interno per archivista, iniziato nel 2007 e terminato nel 2012, quando Guarnieri e centinaia di dipendenti Mibact come lui vinsero il concorso come archivisti, ma il Mibact non aveva i soldi - per i tagli decisi - per pagarli come tali. Da qui il contenzioso.
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