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L’ultimo applauso per Cappellari il grande professore

L’ultimo applauso per Cappellari il grande professore

Tanta gente ai funerali di una personalità piena di valori Il ricordo dei figli sull’opera svolta nella formazione

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Sono le note suonate all'arpa da Marianne Gubri ad accogliere la salma di Oreste Cappellari nella chiesa dell'Addolorata gremita di parenti tra cui anche il sindaco Tiziano Tagliani ed amici; e sarà sempre questo dolce strumento a sottolineare poi ogni momento del rito funebre. «Oreste è stata una grande mente - ha esordito don Marcello Vincenzi all'omelia - che ha ereditato dal padre Pilade la felice intuizione di aprire una scuola che formasse tanti giovani per indirizzarli ad un lavoro. Ho conosciuto il suo entusiasmo e la sua partecipazione specialmente durante le giornate organizzate dall'Accademia dei maestri artigiani, ma soprattutto ricordo il sorriso del professore. E con me sono tanti gli ex alunni che non lo dimenticheranno. E tanti sono anche i riconoscimenti che ottenne per la sua attività che amava particolarmente come la sua famiglia». A dare l'ultimo saluto ad Oreste Cappellari sono al termine della S. Messa i due figli Andrea e Marco visibilmente e comprensibilmente commossi. «Come dimenticare la tua assiduità e la tua presenza alla scuola - ricorda Andrea - quando alla sera alle otto finalmente prendevi la tua bicicletta che si trovava nel cortile e tornavi a casa. La scuola era una tua creatura che amavi tanto e persino l'ultimo giorno della tua vita, con un filo di voce, mi hai chiesto notizie dei corsi e se tutto procedeva regolarmente. Ora insieme a mio fratello abbiamo ancor più il compito di proseguire l'attività iniziata dal nonno Pilade e proseguita ed arricchita da te con le esigenze dei nostri tempi per formare ancora tanti altri giovani». Non riesce subito a parlare il fratello Marco; e dopo qualche minuto di silenzio lo dichiara apertamente.

«Non so se riuscirò ad arrivare fino in fondo ma ci proverò. Eravate tre fratelli: Oreste , Gabriele e Gilberto; la prima disgrazia colpì quest'ultimo che morì a 33 anni, quando tu ne avevi 36. Poi le mie tre sorelline mai nate: nel 1961, 62, 63; momenti che ti hanno segnato e forgiato donandoti però quel carattere meraviglioso che mi ha accompagnato sia nel lavoro che nel privato" . Marco ricorda la qualità innata che aveva Oreste come docente, in grado di insegnare perfino ai muri, il suo impegno verso l'Accademia dei maestri artigiani presente con il labaro, ma soprattutto quel sorriso sul volto contagioso anche per gli altri. «Per questo hai qui oggi tanti amici - ha concluso - e se potessi parlare, li inciteresti a sorridere e non a piangere. Per tutto questo ti meriti il nostro applauso. Grazie a tutti gli intervenuti».

Margherita Goberti

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