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Offesa, aggredita e inseguita dagli spacciatori in zona Gad

Offesa, aggredita e inseguita dagli spacciatori in zona Gad

La denuncia di un’abitante e i comitati lanciano l’allarme: situazione esplosiva Alle biciclettate antidroga, minacce dai pusher: «andate via e tornate a casa»

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Se prima erano solo dei “fantasmi” di passaggio fra luce e ombra, ora sono diventate sentinelle ben presenti e “padroni” del territorio, «tanto - dicono - se ci prendono non ci fanno niente». Sono la nuova generazione degli spacciatori, “ragazzoni” di colore che scorrazzano per mezza città dal pomeriggio inoltrato all'alba, quelli che trovi a ogni angolo della zona Gad, senza dimenticare il quartiere Giardino, lo stadio, viale Belvedere e perché no, anche la centralissima via Garibaldi, fino al Volto del Cavallo, appostati davanti al Duomo. Ma se prima giravano in sella alla fidata bici con il cappuccio calato sugli occhi o a coprire il viso con molta circospezione ora, invece, sono diventati sbruffoni, quasi strafottenti e maleducati.

Era stato proprio il portavoce dell'associazione Comitato Zona Stadio, in una dichiarazione rilasciata alla Nuova, a mettere in evidenza il senso di poca «tolleranza dimostrata dagli spacciatori verso noi abitanti del quartiere quasi a ribadire che diamo fastidio». Addirittura - rammentava - è accaduto in una delle ultime biciclettate, quando ci siamo fermati a presidiare il giardino di Giordano Bruno, che gli spacciatori a due passi da noi ci hanno chiesto di spostarci e tornarcene a casa». E proprio sabato sera, un altro episodio di intolleranza, ma non di gente comune, bensì di uno spacciatore in bicicletta che ha ingiuriato e sputato addosso a una passante, per avergli detto di “lasciarla stare” perchè dopo essere scesa dalla macchina era stata avvicinata per offrire «qualcosa». Un episodio che mette i luce il nuovo atteggiamento degli spacciatori verso i cittadini: con offese verso la donna, "sei una put...", a "tua madre è una put..." fino a inseguirla in bici, col rinforzo di altri spacciatori di ronda, arrivando a sputare addosso alla malcapitata che si lamentava ad alta voce di essere stata presa di mira da ingiurie e minacce da parte di uno dei tanti spacciatori di colore. E chi ha assistito all'alterco non ha potuto che registrare la scena nella mente, scuotere la testa, respirare e girarsi dall'altra parte perché impotente davanti a tanta strafottenza e una paradossale sicurezza di chi sta pattugliando "abusivamente" quello che definisce il "proprio territorio". Un ennesimo episodio di intolleranza che fa riflettere e che mette in luce come la situazione fra cittadini, ormai esasperati dalla presenza di 8 stranieri ad ogni angolo della strada- dicono gli abitanti - stia diventando potenzialmente esplosiva: un campo minato che può accendere la miccia della violenza da un momento all'altro.

Federica Achilli

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