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Un’azienda portuense nel gioiello di Beirut

Un’azienda portuense nel gioiello di Beirut

“Arredo Uno” chiamata per l’allestimento del Mall nella capitale libanese L’imprenditore Baraldi spiega come è avvenuto l’importante contatto

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Il fascino artistico del Medio Oriente. La spinta economica degli imprenditori di frontiera. Il gusto e l’intraprendenza italiana. Nella provincia di Ferrara, esistono eccellenze artigiane che contribuiscono ad esportare la propria esperienza trentennale anche in Libano, precisamente nella capitale Beirut.

Arredo Uno, azienda di progettazione e realizzazione interni di Portomaggiore, ha avuto il piacere, l’onore e soprattutto la “responsabilità” di entrare a far parte della costruzione del grande Aishti, ovvero il Mall creato lo scorso anno dall’imprenditore e collezionista d’arte libanese Tony Salamè.

“By the Sea” è una stupefacente opera su cinque piani, che oltre a negozi griffati di grandi brand della moda internazionale (Cartier, Gucci, Fendi, Dolce&Gabbana, Dior, Pal Zileri, Marc Jacobs, Roberto Cavalli), ha all’interno l’omonima fondazione, parte di uno dei musei d’arte contemporanea più importanti del mondo. L’intero complesso, che contiene anche ristoranti e spa, è stato disegnato dall’architetto britanno-ghanese David Adjaye, in collaborazione con lo studio newyorkese di Christian Lahoude, ed ha una facciata interamente in metallo. L’azienda portuense ha realizzato gli arredi delle aree comuni dei cinque piani insieme ad un ristorante e alcuni negozi.

«All’inizio dello scorso anno – spiega Alessandro Baraldi, uno dei due titolari – abbiamo avuto il contatto attraverso un nostro abituale cliente. Sono stati preparati i preventivi per le aree comuni. L’arredo è molto particolare, quasi tutto in metallo. Le linee d’arredo, pavimenti e strutture, riprendono tutte lo stesso concetto lanciato dall’architetto. I negozi, concepiti come spazi aperti, vanno dall’alta moda per uomo, donna e bambini ai casalinghi ricercati fino alla ristorazione. Il lavoro è partito a marzo-aprile ed è stato terminato prima di Natale dopo tre mesi di lavori all’interno del centro commerciale. Oltre ai nostri ragazzi, sono stato anch’io tre volte a Beirut. La città ha una zona Nato presidiata, ma ha un’importante sviluppo economico, sociale e culturale insieme ad un fascino particolare».

Non è la prima volta che Arredo Uno lavora con l’estero, oltre ad importanti clienti italiani.

«Sviluppiamo arredi - spiega l’imprenditore portuense, artefice di questa nuova importante avventura all’estero - per negozi di qualsiasi tipo. Abbiamo risentito della crisi, ma nel 2015 grazie ai clienti esteri il quantitativo ordini è stato molto buono. La nostra attività è partita un trentennio fa arredando banche. Ora, realizziamo interni per ristoranti, boutique, hotel e abitazioni di lusso grazie all’ufficio progettazione. Poi, il laboratorio di falegnameria crea gli arredi che successivamente sono montati da una nostra squadra in tutto il mondo. Al momento, tra tecnici, impiegati e montatori contiamo 32 unità di personale».

Enrico Menegatti

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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