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dieci colpi in meno di tre mesi

In trappola la banda dei videopoker

In trappola la banda dei videopoker

Cinque persone arrestate, un sesto è ricercato. I bar nel mirino, ma avevano rubato anche in casa di un altro ladro

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In poco meno di due mesi avevano derubato dieci bar, spostandosi in tutta la provincia sempre con lo stesso obbiettivo: scassinare e svuotare i videopoker. In questo modo avevano racimolato un bottino di diverse migliaia di euro e, per “arrotondare”, avevano messo in curriculum anche un furto ai danni di un altro ladro, loro complice, rubando seimila euro da casa sua. La banda ora è finita in trappola grazie alle indagini condotte dai carabinieri di Ferrara e coordinate dal pm Ciro Alberto Savino.

Gli elementi raccolti hanno portato la procura a chiedere e ottenere dal gip di Ferrara cinque ordinanze di custodia in carcere a carico di Daniel Celhaca, 23 anni, Eliton Spahlja, 25 anni, Fabjon Sali, 23 anni, Fatmir Dungaj, 21 anni e Shkelzen Cakoni, 29 anni, tutti albanesi e già conosciuti alle forze dell’ordine. Quattro su cinque si trovavano già in carcere per altri reati: due a Ferrara, uno a Verona e uno a Treviso, mentre il quinto, residente a Ferrara, è stato rintracciato e fermato in città. Un sesto complice è invece sfuggito alla cattura ed è ricercato. Altre due persone - un albanese e un marocchino - sono state denunciate sempre per furto aggravato e continuato mentre una ragazza residente a Lagosanto, destinataria di un obbligo di dimora , risulta tornata nel suo paese d’origine, la Moldavia.

Le indagini sono partite nell’ottobre 2014, dopo l’arresto in flagranza da parte dei carabinieri del Norm di due persone, sorprese mentre cercavano di entrare in un bar di via Spadari. Nuove denunce di furto da parte di altri titolari di bar di Ferrara, hanno condotto i militari a ipotizzare la presenza della stessa banda specializzata nel saccheggio di videogiochi. Da qui l’inchiesta “Videopoker Evolution” che, attraverso pedinamenti e appostamenti delle persone già conosciute, ha portato a individuare gli altri componenti del gruppo e a ricostruire le loro abitudini e spostamenti.

Attraverso le intercettazioni telefoniche gli inquirenti sono riusciti ad attribuire alla banda una serie ravvicinata di dieci furti: a marzo hanno colpito al bar Italia di Montalbano, al Centrale di Marrara e al Movida di Gallo; ad aprile c’era stato l’arresto in flagranza di un altro componente della banda, sorpreso al circolo Arci Il Giardino di Ostellato, ed erano poi seguiti altri furti: al Bar Sport di Lagosanto e all’Eden di Vigarano Mainarda. Due i furti nel mese di maggio. A farne le spese, il Bar Arianna di Ficarolo e l’Impero di Tresigallo, mentre non erano andati a segno i colpi ai danni del bar Eden e del bar So.Le di Portomaggiore. Sempre la stessa la tecnica utilizzata dai malviventi: poco prima del furto eseguivano un sopralluogo per individuare la posizione delle slot, le vie di accesso più semplici ed eventuali impianti di sorveglianza e di allarme, da neutralizzare poi con il nastro adesivo. Sui luoghi di furto carabinieri hanno infatti recuperato pezzi di nastro adesivo, sempre lo stesso, da cui hanno ricavato varie impronte digitali.

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